Arabo (standard moderno) Grammatica essenziale

Abbreviazioni usate in questa guida

Ogni esempio qui sotto ha tre parti: il testo originale, una glossa letterale che descrive come funziona ogni parola e una traduzione naturale. Le glosse usano alcune sigle abbreviate per restare brevi. Non preoccuparti di memorizzarle: questa è una sezione di riferimento a cui puoi tornare.

Persona e numero · 1sg / 2sg / 3sg prima / seconda / terza persona singolare (io, tu, egli/ella/esso) · 1pl / 2pl / 3pl prima / seconda / terza persona plurale (noi, voi, loro)

Genere e caso · m / f / n maschile / femminile / neutro · sg / pl singolare / plurale · m.sg combinato: maschile singolare (e similmente f.pl, n.sg, ecc.) · NOM / ACC / GEN / DAT / INS / LOC casi grammaticali (nominativo/accusativo/genitivo/dativo/strumentale/locativo) il ruolo che la parola svolge nella frase

Tempo e aspetto · PRES presente · PRET preterito (un evento passato concluso) · IMPF imperfetto (una situazione passata in corso o abituale) · FUT futuro · PERF perfetto (un'azione conclusa con rilevanza nel presente) · PROG progressivo (azione in corso, es. sto mangiando) · COND condizionale (-rei…)

Modo · IND indicativo (affermazione normale) · SUBJ congiuntivo (incertezza, desideri, dubbi) · IMP imperativo (comandi) · INF infinito (forma del dizionario: andare, mangiare)

Altro · REFL riflessivo (azione su se stessi: me stesso, te stesso) · PERS a personale (solo in spagnolo marca un complemento oggetto umano) · HON onorifico (forma extra-cortese, comune in giapponese/coreano) · TOP / SUB / OBJ marcatori di tema / soggetto / oggetto (giapponese, coreano) · CL classificatore (cinese, giapponese, coreano un contatore per i sostantivi) · NEG negazione

Alfabeto arabo

L'alfabeto arabo ha 28 lettere e tutte rappresentano consonanti. Le vocali brevi non sono lettere, ma piccoli segni scritti sopra o sotto le consonanti: detti harakāt (fatḥa per a, kasra per i, ḍamma per u): e nei testi quotidiani vengono di solito omesse; chi legge le ricostruisce dal contesto. Le vocali lunghe sono scritte usando le lettere consonantiche ا و ي. La scrittura è corsiva: la maggior parte delle lettere si collega a quelle adiacenti e ogni lettera ha fino a quattro forme: isolata, iniziale, mediana e finale: a seconda della posizione nella parola. L'arabo si legge e si scrive da destra a sinistra. Metà delle 28 lettere sono «lettere solari» che si assimilano alla لـ dell'articolo determinativo ال, mentre le restanti sono «lettere lunari» e non si assimilano.

  • ا ب ت — alif, ba, ta (le prime tre lettere)
    le prime tre lettere in forma isolata
  • ـبـ ب بـ ـب — ba in forma mediana, isolata, iniziale, finale
    le quattro forme posizionali della lettera ba
  • كَتَبَ — radice k-t-b con vocali fatḥa
    egli scrisse

Scrittura e direzione

L'arabo si scrive da destra a sinistra con una grafia corsiva in cui la maggior parte delle lettere si collega alle adiacenti. È un abjad: le 28 lettere rappresentano consonanti e le vocali lunghe (ا و ي). Le vocali brevi (fatḥa a, kasra i, ḍamma u) sono diacritici detti tashkīl (تَشكيل) e di norma vengono omesse nei testi quotidiani: chi legge le ricostruisce dal contesto e dagli schemi della parola. I libri per principianti, il Corano e i dizionari vocalizzano interamente le parole. La forma delle lettere cambia a seconda della posizione (iniziale, mediana, finale, isolata). I numerali si scrivono da sinistra a destra anche all'interno di una riga scritta da destra a sinistra. Non esiste distinzione tra maiuscolo e minuscolo.

  • كَتَبَ — egli-scrisse
    egli scrisse
  • كتب — k-t-b (senza vocali)
    può essere kataba «egli scrisse», kutiba «fu scritto», kutub «libri»
  • بَيْت — casa
    una casa

Ordine delle parole

L'arabo classico e quello giornalistico (MSA) prediligono l'ordine Verbo-Soggetto-Oggetto (VSO): il verbo apre la frase, seguito dal soggetto, poi dagli oggetti e dagli avverbi. L'ordine Soggetto-Verbo-Oggetto (SVO) è altrettanto grammaticale ed è frequente nella prosa moderna, soprattutto quando il soggetto è tematico o enfatizzato. Una peculiarità del VSO: quando il verbo precede un soggetto plurale, il verbo resta al singolare e concorda solo nel genere; nell'ordine SVO il verbo concorda anche nel numero. Aggettivi, possessori e relative seguono il sostantivo a cui si riferiscono. Gli avverbi di tempo e luogo sono flessibili.

  • كَتَبَ الوَلَدُ الدَّرْسَ. — scrisse il-ragazzo la-lezione
    Il ragazzo scrisse la lezione. (VSO)
  • الوَلَدُ كَتَبَ الدَّرْسَ. — il-ragazzo scrisse la-lezione
    Il ragazzo scrisse la lezione. (SVO, tematizzato)
  • ذَهَبَ الأَوْلادُ إِلى المَدْرَسةِ. — andò(sg.m) i-ragazzi a la-scuola
    I ragazzi andarono a scuola. (il verbo resta al singolare davanti al soggetto plurale)

Articolo determinativo ال e lettere solari/lunari

La determinatezza si segnala prefiggendo ال (al-) al sostantivo (e a ogni aggettivo che vi concorda). Non esiste un articolo indeterminativo separato: un sostantivo nudo è indeterminato. Davanti a metà dell'alfabeto: le «lettere solari» (ت ث د ذ ر ز س ش ص ض ط ظ ل ن): la لـ di ال si assimila alla consonante successiva, che viene poi raddoppiata (shadda). Il ال resta scritto, ma viene pronunciato come consonante iniziale raddoppiata. Davanti alle «lettere lunari» (le restanti) la ل si pronuncia chiaramente. L'alif iniziale di ال viene inoltre eliso nella pronuncia quando la parola precedente termina in vocale.

  • القَمَر — la-luna
    la luna (al-qamar lettera lunare, ل pronunciata)
  • الشَّمْس — il-sole
    il sole (ash-shams lettera solare, ل si assimila)
  • البَيْتُ الكَبيرُ — la-casa la-grande
    la casa grande (articolo ripetuto sull'aggettivo)

Genere

I sostantivi e gli aggettivi arabi sono o maschili o femminili; non esiste il neutro. Il valore predefinito è il maschile. Un sostantivo è quasi sempre femminile se termina in tā' marbūṭa ة (una -a finale che diventa -at- quando segue un suffisso) ed è femminile se si riferisce a un essere femminile, a una parte del corpo in coppia (يَد mano, عَيْن occhio) o se compare in una breve lista chiusa di città e paesi femminili (مِصْر Egitto). Verbi, aggettivi e pronomi concordano tutti con il genere del sostantivo. Formare un aggettivo o participio femminile da uno maschile è di norma tanto semplice quanto aggiungere ة.

  • طالِب / طالِبة — studente(m) / studente(f)
    uno studente / una studentessa
  • سَيّارة جَديدة — macchina(f) nuova(f)
    una macchina nuova
  • بابٌ كَبيرٌ — porta(m) grande(m)
    una grande porta

Sistema delle radici e degli schemi

Quasi ogni parola araba è costruita su una radice consonantica: il più delle volte di tre consonanti: che veicola un significato astratto. La radice viene «versata» in modelli (schemi, أَوْزان) di vocali e affissi per derivare sostantivi, verbi e aggettivi concreti. La radice ك-ت-ب «scrittura» produce kataba (egli scrisse), yaktubu (egli scrive), kātib (scrittore), kitāb (libro), maktab (ufficio), maktaba (biblioteca), maktūb (scritto). Imparare a riconoscere la radice dentro una parola sconosciuta permette di intuirne il significato. I dizionari sono organizzati per radice, non in ordine alfabetico secondo la forma esterna: cercare مَكْتَبة significa guardare sotto ك-ت-ب.

  • كَتَبَ: كِتاب: مَكْتَب: مَكْتَبة: كاتِب — scrisse: libro: ufficio: biblioteca: scrittore
    tutti dalla radice k-t-b (scrittura)
  • دَرَسَ: دَرْس: مَدْرَسة: مُدَرِّس — studiò: lezione: scuola: insegnante
    tutti dalla radice d-r-s (studio)
  • فَعَلَ — F-ʿ-L (fare)
    la radice fittizia usata per denominare gli schemi: faʿala = lo schema «CaCaCa»

Pronomi

L'arabo ha pronomi indipendenti (soggetto) e pronomi suffissi che si attaccano per indicare il possesso sui sostantivi e l'oggetto su verbi e preposizioni. La serie indipendente distingue il genere dalla seconda persona in poi e ha una forma duale (due persone) accanto al singolare e al plurale. I pronomi soggetto vengono di solito sottintesi, perché il verbo mostra già persona, genere e numero. La serie suffissa si attacca direttamente a un sostantivo (بَيْت → بَيْتي «la mia casa», بَيْتُك «la tua casa»), a un verbo (رَأَيْتُك «ti ho visto») o a una preposizione (مَعي «con me»).

  • أَنا، أَنْتَ، أَنْتِ، هُوَ، هِيَ، نَحْنُ، أَنْتُمْ، هُمْ — io, tu(m), tu(f), egli, ella, noi, voi(pl.m), essi(m)
    pronomi indipendenti fondamentali
  • كِتابي، كِتابُكَ، كِتابُهُ، كِتابُها، كِتابُنا، كِتابُهُمْ — libro-mio, libro-tuo(m), libro-suo(di lui), libro-suo(di lei), libro-nostro, libro-loro(m)
    suffissi possessivi su «libro»
  • سَأَلَني — chiese-me
    mi chiese (suffisso oggetto -ni sul verbo)

Casi

L'arabo classico ha tre casi marcati da desinenze in vocale breve (iʿrāb): nominativo -u (soggetto e predicato di una frase nominale), accusativo -a (complemento oggetto, complementi avverbiali) e genitivo -i (dopo preposizioni e come secondo elemento di una costruzione sostantivo-sostantivo, idāfa). I sostantivi indeterminati aggiungono la nunazione: -un, -an, -in (scritti ـٌ ـً ـٍ). Poiché queste desinenze sono vocali brevi, di norma non vengono scritte nei testi moderni non vocalizzati e non vengono pronunciate al telegiornale o in conversazione; solo l'accusativo indeterminato -an viene regolarmente scritto e pronunciato (con un alif finale: ـًا). Per chi studia, l'obiettivo è riconoscere le desinenze più che riprodurle alla perfezione.

  • كَتَبَ الطّالِبُ رِسالةً. — scrisse lo-studente(NOM) lettera(ACC.indef)
    Lo studente scrisse una lettera.
  • ذَهَبَ إلى البَيْتِ. — andò a la-casa(GEN)
    Andò a casa. (genitivo dopo preposizione)
  • شُكْرًا! — grazie(ACC.indef)
    Grazie! (accusativo avverbiale cristallizzato, pronunciato per intero)

Panoramica sulla coniugazione del verbo

I verbi arabi si coniugano per due «tempi» fondamentali (sarebbe meglio chiamarli aspetti): il perfetto (الماضي), che descrive un'azione compiuta: di solito si traduce con il passato italiano: e l'imperfetto (المُضارِع), che descrive un'azione in corso o abituale: di solito si traduce con il presente o il futuro. Il perfetto usa solo suffissi. L'imperfetto usa prefissi più suffissi. Ogni forma codifica persona (1ª/2ª/3ª), numero (singolare/duale/plurale) e genere (dalla 2ª persona in poi). L'imperfetto ha tre modi: indicativo (-u), congiuntivo (-a) e iussivo (senza desinenza): selezionati da particelle che precedono il verbo. La forma di citazione di un verbo è il perfetto della 3ª persona maschile singolare: kataba «egli scrisse».

  • كَتَبَ — scrisse-egli
    egli scrisse (perfetto, forma di citazione)
  • يَكْتُبُ — scrive-egli
    egli scrive / sta scrivendo (imperfetto indicativo)
  • اُكْتُبْ! — scrivi!
    Scrivi! (imperativo, dal tema dell'imperfetto)

Tempo passato (perfettivo)

Il perfetto si forma da un tema fisso (la forma di citazione kataba è la 3sg masc) aggiungendo suffissi personali: -tu (io), -ta (tu m), -ti (tu f),: (egli, è il tema nudo), -at (ella), -nā (noi), -tum (voi pl m), -tunna (voi pl f), -ū (essi m), -na (esse f). La vocale dopo la seconda consonante radicale del tema varia da verbo a verbo (kataba «scrisse», sharība «bevve», kabura «crebbe grande»); la si memorizza verbo per verbo. La negazione del passato usa ما + perfetto, oppure لَمْ + imperfetto iussivo (vedi negazione).

  • كَتَبْتُ رِسالة. — scrissi-io lettera
    Ho scritto una lettera.
  • كَتَبَتْ هِيَ الدَّرْسَ. — scrisse-ella la-lezione
    Lei ha scritto la lezione.
  • كَتَبْنا الواجِبَ. — scrivemmo-noi il-compito
    Abbiamo scritto il compito.

Tempo presente (imperfettivo)

L'imperfetto attacca SIA un prefisso SIA un suffisso a un tema (per la radice k-t-b il tema è -ktub-). Prefissi: ʾa- (io), ta- (tu m sg / lei), ta- + -īna (tu f sg), ya- (egli), ya- + -ūna (essi m), na- (noi), ta- + -ūna (voi pl m). Il modo predefinito è l'indicativo, che termina in -u nelle forme singolari e in -na nei plurali -ūna/-īna; questa -u/-na cade nel congiuntivo e nello iussivo. La stessa coniugazione esprime presente semplice, presente abituale e presente progressivo: l'arabo non li distingue grammaticalmente.

  • أَكْتُبُ رِسالةً. — io-scrivo lettera
    Scrivo / Sto scrivendo una lettera.
  • تَكْتُبينَ بِسُرعة. — tu(f)-scrivi con-velocità
    Tu (femm.) scrivi velocemente.
  • يَكْتُبونَ كُلَّ يَوْم. — essi(m)-scrivono ogni giorno
    Scrivono ogni giorno.

Tempo futuro

Non c'è una coniugazione separata per il futuro. Il futuro si forma anteponendo all'imperfetto indicativo una delle due particelle: il prefisso سَـ (sa-) per il futuro prossimo («fra poco, ci si appresta a»), scritto attaccato al verbo, oppure la parola separata سَوْفَ (sawfa) per un futuro un po' più distante o enfatico. Nei più dei contesti le due sono intercambiabili; سَوْفَ suona più formale. La negazione del futuro usa لَنْ (lan) + imperfetto congiuntivo: «non … mai / non …».

  • سَأَكْتُبُ غَدًا. — FUT-io-scrivo domani
    Scriverò domani.
  • سَوْفَ نَذْهَبُ إلى مِصْر. — FUT noi-andiamo in Egitto
    Andremo in Egitto.
  • لَنْ أَنْسى. — NEG.FUT io-dimentico(SUBJ)
    Non dimenticherò mai.

Negazione

La negazione dipende da ciò che si vuole negare. لا (lā) nega il presente indicativo («non…»). ما (mā) nega il passato («non…»). لَمْ (lam) nega anch'esso il passato ma richiede dopo di sé un imperfetto iussivo: لَمْ + iussivo è la negazione del passato più standard in MSA. لَنْ (lan) nega il futuro e richiede il congiuntivo. لَيْسَ (laysa) è il verbo speciale usato per negare una frase nominale (non verbale) al presente: si flette come un verbo perfetto ma significa «non è».

  • لا أَفْهَمُ. — NEG io-capisco
    Non capisco.
  • لَمْ يَكْتُبْ. — NEG.PAST egli-scrive(JUSS)
    Non ha scritto.
  • لَيْسَ الجَوُّ بارِدًا. — non-è il-tempo freddo(ACC)
    Il tempo non è freddo.

Domande

Le domande sì/no si formano aggiungendo la particella هَلْ (hal) all'inizio di un'affermazione altrimenti normale; nell'arabo letterario la particella alternativa أ (a-) si prefigge alla prima parola. Non serve cambiare l'ordine delle parole e basta anche la sola intonazione (senza particella), specie nel parlato. Le domande di contenuto usano una parola interrogativa all'inizio: ما (mā) che cosa (per le cose), مَنْ (man) chi, أَيْنَ (ayna) dove, مَتى (matā) quando, كَيْفَ (kayfa) come, لِماذا (limādhā) perché, كَمْ (kam) quanti. ما davanti a un verbo diventa ماذا (mādhā).

  • هَلْ تَتَكَلَّمُ العَرَبيّةَ؟ — Q tu-parli l-arabo
    Parli arabo?
  • أَيْنَ البَيْتُ؟ — dove la-casa
    Dov'è la casa?
  • ماذا تَفْعَلُ؟ — che cosa tu-fai
    Che cosa stai facendo?

Plurale: sano e fratto

L'arabo ha un duale (per esattamente due) e due tipi di plurale. Il plurale «sano» è regolare: i sostantivi maschili umani aggiungono ـونَ (-ūna) al nominativo e ـينَ (-īna) negli altri casi; i sostantivi femminili scambiano ة con ـات (-āt). Il plurale «fratto» è interno: le consonanti della radice vengono ricolate in un nuovo schema vocalico, spesso imprevedibile, da memorizzare insieme al singolare (kitāb → kutub, walad → awlād, rajul → rijāl). La maggior parte dei sostantivi non umani di uso quotidiano e molti sostantivi maschili umani hanno plurale fratto. Punto cruciale: i plurali di cose non umane prendono la concordanza al femminile singolare.

  • مُدَرِّس → مُدَرِّسونَ — insegnante(m) → insegnanti(m)
    plurale maschile sano
  • طالِبة → طالِبات — studentessa(f) → studentesse(f)
    plurale femminile sano
  • كِتاب → كُتُب، رَجُل → رِجال — libro → libri, uomo → uomini
    plurali fratti (da memorizzare)

Accordo dell'aggettivo

Gli aggettivi attributivi seguono il sostantivo che descrivono e concordano con esso in tre tratti: genere, numero e determinatezza. Se il sostantivo ha ال, anche l'aggettivo prende ال. Sostantivo indeterminato → aggettivo indeterminato. Un aggettivo predicativo in una frase nominale concorda in genere e numero ma resta INdeterminato: è proprio il contrasto di determinatezza a far sì che la frase significhi «X è Y» invece di «la Y X». Una particolarità importante: i plurali di cose non umane (oggetti, animali, idee) prendono l'accordo al FEMMINILE SINGOLARE, indipendentemente dal genere del singolare.

  • البِنْتُ الجَميلة — la-ragazza la-bella(f)
    la bella ragazza (entrambi determinati)
  • البِنْتُ جَميلة. — la-ragazza bella(f)
    La ragazza è bella. (predicato: sostantivo determinato, aggettivo indeterminato)
  • الكُتُبُ جَديدة. — i-libri nuovo(f.sg)
    I libri sono nuovi. (plurale non umano → aggettivo femminile singolare)

Il verbo «essere»

Al presente l'arabo non ha un verbo «essere» esplicito. Una frase nominale giustappone semplicemente un soggetto determinato a un predicato indeterminato e la copula si sottintende: al-baytu kabīr-un «la-casa grande» = «la casa è grande». Al passato si usa il verbo كانَ (kāna «egli fu»), che si coniuga come qualsiasi altro verbo perfetto; il suo complemento (sostantivo o aggettivo predicato) va in caso accusativo. Lo stesso verbo كان si usa anche in costruzioni composte: كانَ يَكْتُبُ «stava scrivendo» (passato abituale/continuo = kāna + imperfetto). Il futuro di «essere» è سَيَكونُ.

  • البَيْتُ كَبير. — la-casa grande
    La casa è grande. (copula zero)
  • كانَ البَيْتُ كَبيرًا. — fu la-casa grande(ACC)
    La casa era grande.
  • كانَ يَكْتُبُ رِسالةً. — fu egli-scrive lettera
    Stava scrivendo una lettera.

Le 28 lettere: isolata, iniziale, mediana, finale

Ogni lettera araba ha fino a quattro forme che dipendono dalla posizione nella parola. Sei lettere (ا د ذ ر ز و) non si connettono: si collegano alla lettera a destra ma mai a quella a sinistra, perciò una parola che le contiene si spezza visivamente in più pezzi. Tutte le altre lettere si collegano su entrambi i lati. La tabella elenca le 28 lettere nell'ordine alfabetico tradizionale, con le quattro forme posizionali, una traslitterazione latina e una parola-chiave italiana per fissare il suono. Si noti che ح ع غ ق non hanno un equivalente italiano preciso, e che ث ذ corrispondono alla «th» inglese sorda e sonora.

NomeIsolataInizialeMedianaFinaleTraslit.Suono
alifااـاـاā / a«a» lunga (anche supporto vocalico)
bāʾببــبــبb«b» come in barca
tāʾتتــتــتt«t» come in tavolo
thāʾثثــثــثth«th» come in inglese think
jīmججــجــجj«g» dolce (in Egitto: g dura)
ḥāʾححــحــح«h» faringea soffiata
khāʾخخــخــخkhcome «ch» tedesco in Bach
dālددـدـدd«d» come in dado (non-connettore)
dhālذذـذـذdh«th» come in inglese this (non-connettore)
rāʾررـرـرr«r» arrotolata (non-connettore)
zāyززـزـزz«z» come in zoo (non-connettore)
sīnسســســسs«s» come in sole
shīnششــشــشsh«sc» come in scena
ṣādصصــصــص«s» enfatica
ḍādضضــضــض«d» enfatica
ṭāʾططــطــط«t» enfatica
ẓāʾظظــظــظ«th»/«z» enfatica
ʿaynععــعــعʿfaringea sonora (senza equivalente italiano)
ghaynغغــغــغghcome la «r» uvulare francese
fāʾففــفــفf«f» come in fare
qāfققــقــقq«k» gutturale
kāfككــكــكk«k» come in casa
lāmللــلــلl«l» come in luna
mīmممــمــمm«m» come in mare
nūnننــنــنn«n» come in neve
hāʾههــهــهh«h» leggera come in inglese hat
wāwووـوـوw / ū«u» semivocalica, o «u» lunga (non-connettore)
yāʾييــيــيy / ī«i» semivocalica, o «i» lunga

Alcuni elementi ortografici che lo studente incontra subito: la hamza (ء) è la consonante colpo di glottide, che si scrive su un «supporto» (أ إ ؤ ئ) o da sola; la tāʾ marbūṭa (ة) è la «t» del femminile, muta in pausa ma pronunciata «t» davanti a un suffisso; l'alif maqṣūra (ى) è una «y» finale che si legge come «a» lunga. L'arabo si scrive da destra a sinistra, non ha maiuscole, l'articolo ال si attacca direttamente al sostantivo (e si assimila davanti alle 14 lettere solari; vedi la sezione sull'articolo), e le cifre 0-9 all'interno di una riga araba si leggono da sinistra a destra.

  • بـ + ـيـ + ـت = بَيْت — b (iniziale) + y (mediana) + t (finale) = bayt
    le lettere che si uniscono per formare «casa»
  • د + ر + س = درس — d, r, s (tutti non-connettori dalla seconda lettera)
    darasa «egli studiò»; د e ر interrompono il collegamento
  • كتاب — kāf + tāʾ + alif + bāʾ
    kitāb «libro»; kāf e tāʾ si connettono, alif e bāʾ come coppia finale
  • مَدْرَسة — m-d-r-s + tāʾ marbūṭa
    madrasa «scuola»; la ة femminile è muta in pausa, diventa «t» con suffisso
  • أَسْأَل — hamza su alif + s + hamza su alif + l
    asʾal «io chiedo»; la hamza prende l'alif come supporto due volte

Paradigma del presente indicativo (verbi di Forma I)

La Forma I è lo schema verbale di base non aumentato faʿala / yafʿulu. L'imperfetto (presente) aggiunge al tema: composto dalle tre consonanti della radice più una vocale tematica: un prefisso che indica la persona e un suffisso che indica numero e genere. La vocale tematica dell'imperfetto (qui «u» per k-t-b: -ktub-) varia per verbo e deve essere appresa insieme alla voce di dizionario; gli schemi comuni sono yaktubu (tema in u), yajlisu (tema in i), yashrabu (tema in a). Le desinenze dell'indicativo -u (singolare, 1pl, 3sg) e -na/-ni (duale, plurale con suffisso lungo) compaiono sul verbo quando nessuna particella richiede un altro modo. La tabella mostra yaktubu «egli scrive» nella forma completa.

PersonaPronomeImperfettoTraslit.
1sgأناأَكْتُبُaktubu
2sg mأنتَتَكْتُبُtaktubu
2sg fأنتِتَكْتُبينَtaktubīna
3sg mهويَكْتُبُyaktubu
3sg fهيتَكْتُبُtaktubu
1plنحننَكْتُبُnaktubu
2pl mأنتمتَكْتُبونَtaktubūna
2pl fأنتنّتَكْتُبْنَtaktubna
3pl mهميَكْتُبونَyaktubūna
3pl fهنّيَكْتُبْنَyaktubna

La stessa coniugazione vale per il presente semplice («egli scrive»), il presente abituale («egli scrive ogni giorno») e il progressivo («egli sta scrivendo»); l'arabo non li distingue grammaticalmente. Le forme duali (تَكْتُبانِ per 2du, يَكْتُبانِ per 3du m, تَكْتُبانِ per 3du f) si usano per esattamente due persone e sono riportate nei riferimenti più completi. Le desinenze -īna del femminile 2sg e -ūna/-na del plurale perdono la -na/-u finale nel congiuntivo e nello iussivo, che si attivano con particelle come أن, لن, لم.

  • أَكْتُبُ رِسالةً كُلَّ يَوْم. — io-scrivo lettera ogni giorno
    Scrivo una lettera ogni giorno.
  • هَلْ تَكْتُبينَ بِالعَرَبيّة؟ — Q tu(f)-scrivi in-l-arabo
    Tu (femm.) scrivi in arabo?
  • نَدْرُسُ في المَكْتَبة. — noi-studiamo in la-biblioteca
    Studiamo in biblioteca.
  • يَشْرَبونَ القَهْوة في الصَّباح. — essi(m)-bevono il-caffè al mattino
    Bevono caffè la mattina.
  • تَجْلِسُ البَناتُ هُنا. — siede le-ragazze qui
    Le ragazze siedono qui. (plurale non umano prende il verbo femminile sg in VSO pre-soggetto)
  • ماذا تَفْعَلُ الآنَ؟ — che cosa tu-fai adesso
    Che cosa stai facendo adesso?

أريد أن + congiuntivo (volere + infinito)

Il verbo أرادَ / يُريدُ (arāda / yurīdu, «volere») seguito da أنْ (an, «che») più un imperfetto congiuntivo rende l'italiano «voglio + infinito». L'arabo non ha un infinito in questa costruzione: il secondo verbo è interamente coniugato e deve concordare con lo stesso soggetto di أريد. La particella أنْ richiede il modo congiuntivo: la -u finale dell'indicativo cade nelle forme singolari, e la -na finale cade nelle forme plurali (تَفْعَلُ → تَفْعَلَ; يَفْعَلونَ → يَفْعَلوا con alif finale muta). La negazione inserisce لا dentro la proposizione أنْ (أنْ لا = أَلّا) quando si vieta la seconda azione.

Persona«Voglio scrivere»Traslit.
1sgأُريدُ أَنْ أَكْتُبَurīdu an aktuba
2sg mتُريدُ أَنْ تَكْتُبَturīdu an taktuba
2sg fتُريدينَ أَنْ تَكْتُبيturīdīna an taktubī
3sg mيُريدُ أَنْ يَكْتُبَyurīdu an yaktuba
3sg fتُريدُ أَنْ تَكْتُبَturīdu an taktuba
1plنُريدُ أَنْ نَكْتُبَnurīdu an naktuba
2pl mتُريدونَ أَنْ تَكْتُبواturīdūna an taktubū
3pl mيُريدونَ أَنْ يَكْتُبواyurīdūna an yaktubū

Quando l'oggetto di «volere» è un sostantivo (non un'azione), أنْ sparisce e segue un complemento oggetto diretto: أُريدُ قَهْوة «voglio un caffè». Confronta la forma più cortese أَوَدُّ أَنْ (vedi sotto) e la negazione del futuro لَنْ, che usa la stessa forma congiuntiva.

  • أُريدُ أَنْ أَتَعَلَّمَ العَرَبيّة. — io-voglio che io-imparo l-arabo
    Voglio imparare l'arabo.
  • هَلْ تُريدُ أَنْ تَشْرَبَ شايًا؟ — Q tu-vuoi che tu-bevi tè
    Vuoi bere un tè?
  • تُريدُ سارة أَنْ تَذْهَبَ إلى السّوق. — vuole Sara che lei-va al mercato
    Sara vuole andare al mercato.
  • نُريدُ أَنْ نَنامَ مُبَكِّرًا. — noi-vogliamo che noi-dormiamo presto
    Vogliamo dormire presto.
  • لا أُريدُ أَنْ آكُلَ الآنَ. — NEG io-voglio che io-mangio adesso
    Non voglio mangiare adesso.
  • أُريدُ ماءً، مِنْ فَضْلِك. — io-voglio acqua per-favore
    Voglio dell'acqua, per favore. (oggetto nominale, senza أن)

سـ / سوف + verbo (futuro / stare per)

Il futuro si forma premettendo uno dei due marcatori a un imperfetto indicativo interamente coniugato. سَـ (sa-, scritto attaccato al verbo) indica il futuro prossimo, paragonabile all'italiano «(sta per) fare» o «farà». سَوْفَ (sawfa, scritto separato) esprime la stessa idea ma con tono leggermente più formale o distante («farà, alla fine»). I due sono intercambiabili nella maggior parte dei contesti; سَوْفَ risulta più formale. La negazione del futuro sostituisce questi marcatori con لَنْ (lan) e porta il verbo al congiuntivo: لَنْ أَكْتُبَ «non scriverò».

PersonaForma con سـForma con سوفTraslit.
1sgسَأَكْتُبُسَوْفَ أَكْتُبُsa-aktubu / sawfa aktubu
2sg mسَتَكْتُبُسَوْفَ تَكْتُبُsa-taktubu / sawfa taktubu
2sg fسَتَكْتُبينَسَوْفَ تَكْتُبينَsa-taktubīna
3sg mسَيَكْتُبُسَوْفَ يَكْتُبُsa-yaktubu
3sg fسَتَكْتُبُسَوْفَ تَكْتُبُsa-taktubu
1plسَنَكْتُبُسَوْفَ نَكْتُبُsa-naktubu
2pl mسَتَكْتُبونَسَوْفَ تَكْتُبونَsa-taktubūna
3pl mسَيَكْتُبونَسَوْفَ يَكْتُبونَsa-yaktubūna

Avverbi di tempo (غَدًا «domani», بَعْدَ قَليل «tra poco», العامَ القادِم «l'anno prossimo») spesso accompagnano il verbo futuro e da soli possono bastare; il marcatore è grammaticalmente facoltativo con un chiaro avverbio di futuro, ma stilisticamente atteso nello scritto.

  • سَأَذْهَبُ إلى العَمَل غَدًا. — FUT-io-vado al lavoro domani
    Andrò al lavoro domani.
  • سَوْفَ نُسافِرُ في الصَّيْف. — FUT noi-viaggiamo in estate
    Viaggeremo in estate.
  • هَلْ سَتَأْتي إلى الحَفْلة؟ — Q FUT-tu-vieni alla festa
    Verrai alla festa?
  • سَيَكونُ الجَوُّ جَميلًا. — FUT-essere il-tempo bello(ACC)
    Il tempo sarà bello.
  • لَنْ أَنْسى هذا اليَوْم. — NEG.FUT io-dimentico(SUBJ) questo il-giorno
    Non dimenticherò questo giorno.
  • سَيُساعِدُني أَخي. — FUT-egli-aiuta-me mio-fratello
    Mio fratello mi aiuterà.

قد + perfetto (aver appena fatto / aver già fatto)

L'arabo non ha un perfetto composto separato come l'italiano «ho scritto» autonomo. Il semplice passato (perfetto) spesso basta da solo. Per sottolineare che un'azione è RECENTE o COMPIUTA con rilevanza nel presente, la particella قَدْ (qad) si pone direttamente davanti a un verbo al perfetto. La combinazione قد + perfetto si traduce come «ha appena fatto» o «ha già fatto». La variante enfatica لَقَدْ (laqad), con il prefisso affermativo la-, è comune nella scrittura e significa «(davvero) ha fatto». Con un verbo all'imperfetto, قد + imperfetto significa «può darsi, forse, a volte»: un significato completamente diverso, per cui è la forma verbale a determinare l'interpretazione.

Personaقد + perfettoTraslit.
1sgقَدْ كَتَبْتُqad katabtu
2sg mقَدْ كَتَبْتَqad katabta
2sg fقَدْ كَتَبْتِqad katabti
3sg mقَدْ كَتَبَqad kataba
3sg fقَدْ كَتَبَتْqad katabat
1plقَدْ كَتَبْناqad katabnā
2pl mقَدْ كَتَبْتُمْqad katabtum
3pl mقَدْ كَتَبواqad katabū

Una seconda costruzione al perfetto esprime il trapassato prossimo («aveva fatto»): كانَ + قد + perfetto, letteralmente «egli-era già egli-scrisse» = «egli aveva scritto». Il verbo كان è esso stesso al perfetto, e il secondo verbo resta al perfetto: كانَ قَدْ ذَهَبَ «egli era andato».

  • قَدْ وَصَلَ القِطار. — PERF arrivò il-treno
    Il treno è arrivato.
  • لَقَدْ شاهَدْتُ هذا الفيلم. — davvero-PERF io-vidi questo il-film
    Ho già visto questo film.
  • قَدْ فَهِمْتُ كُلَّ شَيْء. — PERF io-capii ogni cosa
    Ho capito tutto.
  • كانَ قَدْ خَرَجَ قَبْلَ وُصولِنا. — era PERF egli-uscì prima del-nostro-arrivo
    Era uscito prima che arrivassimo. (trapassato)
  • هَلْ قَدْ قَرَأْتَ الرِّسالة؟ — Q PERF tu-leggesti il-messaggio
    Hai già letto il messaggio?
  • قَدْ يَأْتي مَساءً. — forse egli-viene(IMPF) di-sera
    Forse verrà di sera. (قد + imperfetto = «forse, può darsi»)

يستطيع أن + congiuntivo (potere + infinito)

La capacità si esprime con il verbo اِسْتَطاعَ / يَسْتَطيعُ (istaṭāʿa / yastaṭīʿu, «essere in grado di») più أنْ più un imperfetto congiuntivo, esattamente in parallelo con أُريدُ أَنْ. Il soggetto di يَسْتَطيع e il soggetto del verbo incluso sono sempre la stessa persona, ed entrambi i verbi si coniugano. La costruzione copre la capacità fisica («so nuotare»), il permesso («posso entrare?») e la possibilità («può piovere in ottobre»). Per le richieste cortesi («potresti...?») l'arabo usa di norma la stessa forma con una particella di cortesia o aggiunge semplicemente مِنْ فَضْلِك («per favore»); non esiste una forma condizionale separata.

Persona«Posso scrivere»Traslit.
1sgأَسْتَطيعُ أَنْ أَكْتُبَastaṭīʿu an aktuba
2sg mتَسْتَطيعُ أَنْ تَكْتُبَtastaṭīʿu an taktuba
2sg fتَسْتَطيعينَ أَنْ تَكْتُبيtastaṭīʿīna an taktubī
3sg mيَسْتَطيعُ أَنْ يَكْتُبَyastaṭīʿu an yaktuba
3sg fتَسْتَطيعُ أَنْ تَكْتُبَtastaṭīʿu an taktuba
1plنَسْتَطيعُ أَنْ نَكْتُبَnastaṭīʿu an naktuba
2pl mتَسْتَطيعونَ أَنْ تَكْتُبواtastaṭīʿūna an taktubū
3pl mيَسْتَطيعونَ أَنْ يَكْتُبواyastaṭīʿūna an yaktubū

Un quasi-sinonimo più breve è il verbo قَدِرَ / يَقْدِرُ («potere»), che funziona allo stesso modo: أَقْدِرُ أَنْ أَفْعَلَ «posso farlo». La negazione è semplice: لا أَسْتَطيعُ أَنْ ... «non posso ...».

  • أَسْتَطيعُ أَنْ أَتَكَلَّمَ الإنجليزيّة. — io-posso che io-parlo l-inglese
    Posso parlare inglese.
  • هَلْ تَسْتَطيعُ أَنْ تُساعِدَني؟ — Q tu-puoi che tu-aiuti-me
    Puoi aiutarmi?
  • لا يَسْتَطيعُ الطِّفْلُ أَنْ يَمْشي. — NEG può il-bambino che egli-cammina
    Il bambino non riesce ancora a camminare.
  • نَسْتَطيعُ أَنْ نَلْتَقي غَدًا. — noi-possiamo che noi-ci-incontriamo domani
    Possiamo incontrarci domani.
  • يَسْتَطيعونَ أَنْ يَفْهَموا الدَّرْس. — essi-possono che essi-capiscono la-lezione
    Possono capire la lezione.
  • هَلْ أَقْدِرُ أَنْ أَدْخُلَ؟ — Q io-posso che io-entro
    Posso entrare?

أحب أن + congiuntivo (piacere / amare + infinito)

Il verbo أَحَبَّ / يُحِبُّ (aḥabba / yuḥibbu, «amare, piacere») seguito da أنْ + congiuntivo rende l'italiano «mi piace / amo + infinito». È il modo standard per esprimere il piacere di un'attività abituale («mi piace leggere», «amo viaggiare»). Senza أنْ, يُحِبّ prende un complemento oggetto diretto: أُحِبُّ القَهْوة «amo il caffè». La prima vocale del verbo è breve u (yuḥibbu, non yaḥibbu) perché أَحَبَّ è un verbo di Forma IV a radice geminata (ʾaḥabba). La negazione pone لا davanti al verbo principale: لا أُحِبُّ أَنْ أَنْتَظِرَ «non mi piace aspettare».

Persona«Mi piace leggere»Traslit.
1sgأُحِبُّ أَنْ أَقْرَأَuḥibbu an aqraʾa
2sg mتُحِبُّ أَنْ تَقْرَأَtuḥibbu an taqraʾa
2sg fتُحِبّينَ أَنْ تَقْرَأيtuḥibbīna an taqraʾī
3sg mيُحِبُّ أَنْ يَقْرَأَyuḥibbu an yaqraʾa
3sg fتُحِبُّ أَنْ تَقْرَأَtuḥibbu an taqraʾa
1plنُحِبُّ أَنْ نَقْرَأَnuḥibbu an naqraʾa
2pl mتُحِبّونَ أَنْ تَقْرَأواtuḥibbūna an taqraʾū
3pl mيُحِبّونَ أَنْ يَقْرَأواyuḥibbūna an yaqraʾū

Un quasi-sinonimo più formale in certi registri è يَوَدُّ («vorrebbe»); vedi la sezione successiva per «vorrei». Nota la distinzione: أُحِبّ + sostantivo = «amo (qualcosa)»; أُحِبّ + أن + verbo = «mi piace (fare)».

  • أُحِبُّ أَنْ أَقْرَأَ في المَساء. — io-amo che io-leggo di-sera
    Amo leggere di sera.
  • تُحِبُّ سارة أَنْ تَطْبُخَ. — ama Sara che lei-cucina
    Sara ama cucinare.
  • هَلْ تُحِبّينَ أَنْ تَرْقُصي؟ — Q tu(f)-ami che tu-danzi
    Ti piace ballare?
  • نُحِبُّ أَنْ نَلْعَبَ كُرّةَ القَدَم. — noi-amiamo che noi-giochiamo pallone
    Amiamo giocare a calcio.
  • لا أُحِبُّ أَنْ أَنْتَظِرَ طَويلًا. — NEG io-amo che io-aspetto a lungo
    Non mi piace aspettare a lungo.
  • أُحِبُّ القَهْوةَ بِالحَليب. — io-amo il-caffè con-il-latte
    Amo il caffè con il latte. (oggetto nominale, senza أن)

Progressivo: imperfetto semplice, participio attivo, كان يفعل

L'arabo non ha un tempo progressivo dedicato. Il semplice imperfetto (يَفْعَلُ) copre già «fa» E «sta facendo». Quando si vuole sottolineare che un'azione sta avvenendo PROPRIO ORA, sono disponibili tre strategie. La prima: aggiungere un avverbio di tempo come الآنَ («adesso») all'imperfetto: يَكْتُبُ الآنَ «sta scrivendo adesso». La seconda: usare il PARTICIPIO ATTIVO (اسم الفاعل), una forma aggettivale sullo schema fāʿil (kātib «scrivente», dhāhib «andante») che indica uno stato temporaneo ed è perciò l'equivalente più vicino all'italiano «sto V-endo» per i verbi di moto e postura. La terza: per il progressivo passato («stava facendo»), usare l'ausiliare كانَ + imperfetto: كانَ يَكْتُبُ «stava scrivendo».

CostruzioneEsempioSignificato
imperfetto + الآنيَكْتُبُ الآنsta scrivendo adesso
participio attivoهو كاتِبٌ رِسالةè nell'atto di scrivere una lettera
participio attivo (moto)أنا ذاهِبٌ إلى السّوقsto andando al mercato (proprio adesso)
كانَ + imperfettoكانَ يَكْتُبُstava scrivendo
كانَ + participio attivoكانَ كاتِبًا الرِّسالةera nel mezzo dello scrivere la lettera

Il participio attivo si declina per genere e numero: kātib (m.sg), kātiba (f.sg), kātibūn (m.pl), kātibāt (f.pl). È particolarmente frequente con i verbi di moto ذَهَبَ («andare»), جاءَ («venire»), رَجَعَ («tornare») e con جالِس («seduto») e نائِم («addormentato»), dove l'imperfetto risulterebbe abituale.

  • أَنا أَكْتُبُ الآنَ. — io io-scrivo adesso
    Sto scrivendo adesso.
  • هُوَ ذاهِبٌ إلى المَدْرَسة. — lui andante(m.sg) alla scuola
    Sta andando a scuola. (participio attivo)
  • هِيَ نائِمة. — lei dormiente(f.sg)
    Sta dormendo. (participio attivo, stato temporaneo)
  • كُنّا نَلْعَبُ في الحَديقة. — eravamo-noi noi-giochiamo nel giardino
    Stavamo giocando in giardino.
  • ماذا تَفْعَلونَ الآنَ؟ — che cosa voi-fate adesso
    Che cosa state facendo adesso?
  • كانَ الأطفالُ يُشاهِدونَ التِّلفاز. — erano i-bambini essi-guardano la-TV
    I bambini stavano guardando la TV.

أود أن + congiuntivo (vorrei)

L'arabo non ha un condizionale morfologico, perciò «vorrei» si esprime con il verbo وَدَّ / يَوَدُّ (wadda / yawaddu, «desiderare, gradire») all'imperfetto più أنْ + congiuntivo. L'imperfetto di Forma I della radice geminata w-d-d dà يَوَدُّ per «egli desidera»; con il prefisso della prima persona أَ- si ottiene أَوَدُّ («vorrei»). Questa costruzione è marcatamente più cortese di أُريدُ («voglio») ed è il modo standard per fare richieste formali, offerte e inviti. L'equivalente italiano più vicino è «vorrei» o «mi piacerebbe». Negazione: لا أَوَدُّ أَنْ ... «non vorrei ...».

Persona«Vorrei venire»Traslit.
1sgأَوَدُّ أَنْ آتيَawaddu an ātiya
2sg mتَوَدُّ أَنْ تَأْتيَtawaddu an taʾtiya
2sg fتَوَدّينَ أَنْ تَأْتيtawaddīna an taʾtī
3sg mيَوَدُّ أَنْ يَأْتيَyawaddu an yaʾtiya
3sg fتَوَدُّ أَنْ تَأْتيَtawaddu an taʾtiya
1plنَوَدُّ أَنْ نَأْتيَnawaddu an naʾtiya
2pl mتَوَدّونَ أَنْ تَأْتواtawaddūna an taʾtū
3pl mيَوَدّونَ أَنْ يَأْتواyawaddūna an yaʾtū

Nei contesti di ristorante e negozio si usa spesso مِنْ فَضْلِك («per favore») con il semplice imperfetto o con أُريدُ; أَوَدُّ أَنْ è riservato a scambi più formali, corrispondenza scritta e suggerimenti educati.

  • أَوَدُّ أَنْ أَشْكُرَكُم جَميعًا. — io-vorrei che io-ringrazio-voi tutti
    Vorrei ringraziarvi tutti.
  • هَلْ تَوَدُّ أَنْ تَنْضَمَّ إلَيْنا؟ — Q tu-vorresti che tu-unisci a-noi
    Vorresti unirti a noi?
  • نَوَدُّ أَنْ نَدْعُوَكُم إلى الغَداء. — noi-vorremmo che noi-invitiamo-voi al pranzo
    Vorremmo invitarvi a pranzo.
  • تَوَدُّ ليلى أَنْ تَدْرُسَ الطِّبَّ. — vorrebbe Layla che lei-studia la-medicina
    Layla vorrebbe studiare medicina.
  • أَوَدُّ كَوْبَ شاي، لَوْ سَمَحْتَ. — io-vorrei una-tazza tè se tu-permetti
    Vorrei una tazza di tè, per favore. (oggetto nominale, senza أن)
  • لا أَوَدُّ أَنْ أُزْعِجَكَ. — NEG io-vorrei che io-disturbo-te
    Non vorrei disturbarti.