Tedesco — Grammatica essenziale

Abbreviazioni usate in questa guida

Ogni esempio qui sotto ha tre parti: il testo originale, una glossa letterale che descrive come funziona ogni parola e una traduzione naturale. Le glosse usano alcune sigle abbreviate per restare brevi. Non preoccuparti di memorizzarle — questa è una sezione di riferimento a cui puoi tornare. Persona e numero · 1sg / 2sg / 3sg — prima / seconda / terza persona singolare (io, tu, egli/ella/esso) · 1pl / 2pl / 3pl — prima / seconda / terza persona plurale (noi, voi, loro) Genere e caso · m / f / n — maschile / femminile / neutro · sg / pl — singolare / plurale · m.sg — combinato: maschile singolare (e similmente f.pl, n.sg, ecc.) · NOM / ACC / GEN / DAT / INS / LOC — casi grammaticali (nominativo/accusativo/genitivo/dativo/strumentale/locativo) — il ruolo che la parola svolge nella frase Tempo e aspetto · PRES — presente · PRET — preterito (un evento passato concluso) · IMPF — imperfetto (una situazione passata in corso o abituale) · FUT — futuro · PERF — perfetto (un'azione conclusa con rilevanza nel presente) · PROG — progressivo (azione in corso, es. sto mangiando) · COND — condizionale (-rei…) Modo · IND — indicativo (affermazione normale) · SUBJ — congiuntivo (incertezza, desideri, dubbi) · IMP — imperativo (comandi) · INF — infinito (forma del dizionario: andare, mangiare) Altro · REFL — riflessivo (azione su se stessi: me stesso, te stesso) · PERSa personale (solo in spagnolo — marca un complemento oggetto umano) · HON — onorifico (forma extra-cortese, comune in giapponese/coreano) · TOP / SUB / OBJ — marcatori di tema / soggetto / oggetto (giapponese, coreano) · CL — classificatore (cinese, giapponese, coreano — un contatore per i sostantivi) · NEG — negazione

Ordine delle parole e la parentesi verbale

Le frasi principali tedesche seguono la regola V2: il verbo coniugato occupa sempre la seconda posizione, qualunque cosa lo preceda. Il soggetto può trovarsi prima o dopo quel verbo. Nelle subordinate (introdotte da weil, dass, wenn, ob...) il verbo coniugato si sposta proprio in fondo. Quando una frase ha due elementi verbali (modale + infinito, ausiliare + participio, verbo a prefisso separabile), questi formano una 'parentesi': il verbo coniugato resta in V2 e l'altro elemento è spinto alla fine della frase. Tutto il resto (oggetti, tempo, modo, luogo) viene compresso dentro questa parentesi.

  • Heute gehe ich ins Kino. — Oggi vado io al cinema.
    Oggi vado al cinema.
  • Ich habe gestern einen Film gesehen. — Io ho ieri un film visto.
    Ieri ho visto un film.
  • Ich weiß, dass er morgen kommt. — Io so che lui domani viene.
    So che viene domani.

I tre generi

Ogni sostantivo tedesco è maschile (der), femminile (die) o neutro (das), e l'articolo va imparato insieme alla parola. Le desinenze danno indizi importanti. Maschile: sostantivi in -er, -ling, -ich, -ig, la maggior parte dei giorni, dei mesi, delle stagioni e dei termini meteorologici. Femminile: -e (la maggior parte), -heit, -keit, -ung, -schaft, -ion, -ie, -tät. Neutro: i diminutivi in -chen e -lein (sempre), -ment, -um, la maggior parte dei nomi di cuccioli, e gli infiniti usati come sostantivi. Il genere controlla l'articolo, la desinenza dell'aggettivo e il pronome, quindi è centrale a livello strutturale, non un dettaglio decorativo.

  • der Lehrer, die Lehrerin, das Mädchen — l'insegnante-m, l'insegnante-f, la ragazza-n
    l'insegnante (uomo), l'insegnante (donna), la ragazza.
  • die Freiheit, die Zeitung, die Universität — la libertà, il giornale, l'università
    Desinenze femminili -heit, -ung, -tät.
  • das Häuschen, das Dokument, das Datum — la casetta, il documento, la data
    Neutri per -chen, -ment, -um.

I quattro casi

Il tedesco marca il ruolo di un sintagma nominale con quattro casi. Il nominativo è il soggetto (il 'chi/che cosa compie l'azione'). L'accusativo è il complemento oggetto diretto (ciò su cui l'azione ricade direttamente) ed è richiesto anche da alcune preposizioni (durch, für, gegen, ohne, um). Il dativo è il complemento di termine (il destinatario, il 'a chi') ed è richiesto da aus, bei, mit, nach, seit, von, zu e da molti verbi (helfen, danken, gefallen). Il genitivo indica possesso o relazione e segue wegen, trotz, während, statt. Le preposizioni a doppio reggimento (in, an, auf, unter...) reggono l'accusativo per il moto a luogo e il dativo per lo stato in luogo.

  • Der Mann gibt dem Kind einen Apfel. — L'-N uomo dà al-D bambino una-A mela.
    L'uomo dà una mela al bambino.
  • Das Auto meines Bruders ist neu. — L'auto di-Gen mio fratello è nuova.
    L'auto di mio fratello è nuova.
  • Ich gehe in die Schule. Ich bin in der Schule. — Io vado a-A scuola. Io sono a-D scuola.
    Moto a luogo = accusativo, stato in luogo = dativo.

Declinazione dell'articolo determinativo e indeterminativo

Gli articoli cambiano per genere, numero e caso. Articolo determinativo: nominativo der/die/das/die, accusativo den/die/das/die, dativo dem/der/dem/den (+ -n al sostantivo plurale), genitivo des/der/des/der (+ -(e)s al sostantivo maschile/neutro). Articolo indeterminativo ein/eine: nominativo ein/eine/ein, accusativo einen/eine/ein, dativo einem/einer/einem, genitivo eines/einer/eines. Non esiste un indeterminativo plurale (si usa il sostantivo nudo, oppure 'keine' per la negazione). I possessivi (mein, dein, sein, ihr, unser, euer, ihr/Ihr) e 'kein' si declinano esattamente come 'ein' e sono chiamati ein-Wörter.

  • Ich sehe den Hund, die Katze und das Pferd. — Io vedo il-A.m cane, la-A.f gatta e il-A.n cavallo.
    Vedo il cane, la gatta e il cavallo.
  • Ich helfe einem Freund und einer Freundin. — Io aiuto un-D.m amico e un'-D.f amica.
    Aiuto un amico e un'amica.
  • Das ist das Buch meines Vaters. — Quello è il libro di-Gen mio padre.
    Quello è il libro di mio padre.

Pronomi personali

Nominativo: ich, du, er/sie/es, wir, ihr, sie/Sie. 'du' è il singolare informale; 'ihr' è il plurale informale; 'Sie' (maiuscolo) è la forma di cortesia, sia singolare sia plurale. Anche il pronome cambia per caso. Accusativo: mich, dich, ihn, sie, es, uns, euch, sie/Sie. Dativo: mir, dir, ihm, ihr, ihm, uns, euch, ihnen/Ihnen. Non esiste un genitivo separato nell'uso quotidiano; il possesso si esprime con gli aggettivi possessivi (mein, dein, sein, ihr, unser, euer, ihr/Ihr). Il pronome di terza persona deve concordare con il genere grammaticale del sostantivo, non con il sesso biologico, quindi un tavolo (der Tisch) si riprende con 'er'.

  • Er gibt mir das Buch und ich gebe es ihm zurück. — Lui dà a-me-D il libro e io do esso a-lui-D indietro.
    Lui mi dà il libro e io glielo restituisco.
  • Kennst du sie? Ja, ich kenne sie gut. — Conosci tu-inf lei-A? Sì, io conosco lei-A bene.
    La conosci? Sì, la conosco bene.
  • Wo ist der Schlüssel? Er liegt auf dem Tisch. — Dov'è la chiave? Lui si trova su il tavolo.
    Dov'è la chiave? È sul tavolo.

Coniugazione verbale e principali irregolari

Un verbo tedesco regolare prende la radice (infinito meno -en) più la desinenza personale: -e, -st, -t, -en, -t, -en (ich, du, er/sie/es, wir, ihr, sie/Sie). I verbi con radice in -d/-t inseriscono una -e- prima di -st e -t (arbeitest, arbeitet). Molti verbi forti cambiano la vocale della radice alla 2ª e 3ª persona singolare del presente (a → ä, e → i/ie). I quattro irregolari più importanti sono sein (essere), haben (avere), werden (diventare / per il futuro e il passivo) e gehen (andare); le loro forme vanno memorizzate.

  • ich bin, du bist, er ist, wir sind, ihr seid, sie sind — essere – presente
    Presente completo di sein.
  • ich habe, du hast, er hat, wir haben, ihr habt, sie haben — avere – presente
    Presente completo di haben.
  • ich werde, du wirst, er wird, wir werden, ihr werdet, sie werden — diventare – presente
    Presente completo di werden (forma anche futuro e passivo).

Presente indicativo

Il tedesco ha un solo tempo presente; copre sia il presente semplice sia il presente continuo dell'inglese. 'Ich lese' significa sia 'leggo' sia 'sto leggendo'. Il presente è usato abitualmente anche per il futuro prossimo quando un'espressione di tempo lo rende chiaro ('Ich komme morgen' = 'verrò domani'). I verbi forti cambiano la vocale della radice alla 2ª e 3ª persona singolare: fahren → du fährst, er fährt; sprechen → du sprichst, er spricht; sehen → du siehst, er sieht. Per il resto le desinenze sono perfettamente regolari: -e, -st, -t, -en, -t, -en.

  • Ich lerne jeden Tag Deutsch. — Io imparo ogni giorno tedesco.
    Imparo / sto imparando il tedesco ogni giorno.
  • Du fährst zu schnell! — Tu guidi troppo veloce (cambio vocale a→ä).
    Stai guidando troppo veloce!
  • Morgen fliegen wir nach Berlin. — Domani voliamo noi a Berlino.
    Domani voleremo a Berlino.

Perfekt e Präteritum a confronto

Il tedesco parlato usa il Perfekt per quasi tutti gli eventi passati: ausiliare haben o sein (al presente) + Partizip II alla fine della frase. Sein si usa con verbi di movimento o di cambiamento di stato (gehen, fahren, kommen, werden, sterben) e con sein/bleiben stessi; haben si usa con tutto il resto. Il Präteritum (preterito: ich ging, ich machte, ich sah) è il passato scritto/letterario e si usa nella narrazione; nel parlato normalmente solo sein, haben, werden e i verbi modali compaiono al Präteritum (war, hatte, wurde, konnte...).

  • Ich habe gestern einen Brief geschrieben. — Io ho ieri una lettera scritta.
    Ieri ho scritto una lettera.
  • Wir sind nach Berlin gefahren. — Noi siamo a Berlino andati.
    Siamo andati a Berlino.
  • Es war einmal ein König, der hatte drei Töchter. — C'era una volta un re, che aveva tre figlie.
    C'era una volta un re che aveva tre figlie.

Futuro

Il Futur I si forma con il presente coniugato di werden + infinito alla fine della frase: ich werde gehen, du wirst gehen, er wird gehen, wir werden gehen, ihr werdet gehen, sie werden gehen. Nel tedesco quotidiano, però, questo tempo si usa soprattutto per esprimere una previsione, una promessa, una supposizione o una forte intenzione. Per i normali eventi futuri i tedeschi usano semplicemente il presente con un'espressione di tempo (morgen, nächste Woche). Il Futur II (werde + Partizip II + haben/sein) esprime qualcosa che si presume sarà concluso entro un momento futuro.

  • Ich werde dich morgen anrufen. — Io ti domani chiamerò.
    Ti chiamerò domani.
  • Es wird bald regnen. — Pioverà presto.
    Pioverà presto.
  • Nächstes Jahr studiere ich in Wien. — Prossimo anno studio io a Vienna.
    L'anno prossimo studierò a Vienna (presente con valore di futuro).

Verbi modali

I sei verbi modali sono können (potere/sapere fare), müssen (dovere), sollen (essere tenuto a), wollen (volere), dürfen (avere il permesso di) e mögen (piacere) / il suo congiuntivo möchte (vorrei). Al presente sono irregolari: la maggior parte mostra un cambio di vocale al singolare (ich kann, du kannst, er kann; ich muss, du musst, er muss). Il modale si coniuga in posizione V2 e il verbo principale resta come infinito nudo alla fine della frase, formando la parentesi verbale. Nelle subordinate il modale si sposta proprio alla fine, dopo l'infinito.

  • Ich kann gut Deutsch sprechen. — Io posso bene tedesco parlare.
    So parlare bene il tedesco.
  • Du musst jetzt nach Hause gehen. — Tu devi ora a casa andare.
    Devi andare a casa adesso.
  • Er sagt, dass er nicht kommen kann. — Lui dice che lui non venire può.
    Dice che non può venire.

Verbi a prefisso separabile

Molti verbi tedeschi sono formati con un prefisso accentato (auf-, an-, ab-, aus-, ein-, mit-, vor-, zu-, weg-, zurück-...) che si stacca nelle frasi principali. La radice coniugata resta in V2 e il prefisso vola alla fine della frase. All'infinito, nelle subordinate e dopo un verbo modale, il verbo si scrive come una sola parola. Il Partizip II si forma inserendo -ge- tra il prefisso e la radice: aufstehen → aufgestanden, anrufen → angerufen. I prefissi non accentati (be-, ent-, er-, ge-, ver-, zer-) sono inseparabili e non si dividono mai.

  • Ich stehe jeden Morgen um sieben auf. — Io alzo ogni mattina alle sette su.
    Mi alzo alle sette ogni mattina.
  • Ruf mich bitte heute Abend an! — Chiama me per favore oggi sera su!
    Chiamami stasera, per favore!
  • Ich habe ihn gestern angerufen. — Io ho lui ieri chiamato.
    L'ho chiamato ieri.

Negazione: nicht e kein

Il tedesco ha due elementi negativi. 'Kein' nega un sostantivo che altrimenti avrebbe l'articolo indeterminativo o nessun articolo; si declina esattamente come 'ein' (kein, keine, keinen, keinem...). 'Nicht' nega tutto il resto: verbi, aggettivi, avverbi, sintagmi preposizionali o intere frasi. Regole di posizione per 'nicht': va prima dell'elemento che nega (aggettivi, complementi di luogo, avverbi di modo) e proprio alla fine della frase quando nega l'intero verbo o l'intera frase. In una struttura a parentesi si colloca subito prima del secondo elemento verbale alla fine.

  • Ich habe kein Auto. — Io ho nessuna auto.
    Non ho una macchina.
  • Ich gehe heute nicht ins Büro. — Io vado oggi non in ufficio.
    Oggi non vado in ufficio.
  • Sie ist nicht müde. — Lei è non stanca.
    Non è stanca.

Domande

Le domande sì/no sono V1: il verbo coniugato si sposta in prima posizione e il soggetto lo segue immediatamente. Le domande con interrogativo iniziano con una parola interrogativa (wer 'chi', was 'cosa', wo 'dove', wohin 'verso dove', woher 'da dove', wann 'quando', warum 'perché', wie 'come', welcher 'quale', wie viel(e) 'quanto/quanti') e poi mantengono lo schema V2, quindi il verbo resta in seconda posizione. 'Wer' si declina per caso: wer (N), wen (A), wem (D), wessen (G). Per chiedere qualcosa con cortesia si aggiunge in genere 'bitte'.

  • Kommst du heute Abend? — Vieni tu oggi sera?
    Vieni stasera?
  • Wo wohnst du? — Dove abiti tu?
    Dove abiti?
  • Wem gehört dieses Buch? — A chi-D appartiene questo libro?
    Di chi è questo libro?

Formazione del plurale

Il tedesco non ha un unico plurale di default. Gli schemi più comuni sono: -e (spesso con metafonia sui maschili: der Tisch → die Tische, der Stuhl → die Stühle); -er (con metafonia dove possibile, soprattutto neutri: das Kind → die Kinder, das Buch → die Bücher); -(e)n (la maggior parte dei femminili: die Frau → die Frauen, die Blume → die Blumen); -s (prestiti e parole brevi: das Auto → die Autos, das Hotel → die Hotels); nessuna desinenza ma metafonia (alcuni maschili/neutri in -er, -el, -en: der Bruder → die Brüder, der Apfel → die Äpfel). Tutti i plurali prendono l'articolo 'die' al nominativo.

  • der Tisch → die Tische — tavolo → tavoli (-e + metafonia dove possibile)
    il tavolo → i tavoli
  • das Kind → die Kinder — bambino → bambini (-er)
    il bambino → i bambini
  • die Frau → die Frauen; das Auto → die Autos — donna → donne (-en); auto → auto (-s)
    Altri due schemi comuni.

Accordo dell'aggettivo

Un aggettivo davanti a un sostantivo deve prendere una desinenza che segnala genere, numero e caso; solo gli aggettivi predicativi (dopo sein, werden, bleiben) restano invariati: 'Das Haus ist alt'. Esistono due paradigmi principali. La declinazione debole segue un articolo determinativo (der, die, das, dieser...) che porta già le informazioni di caso, quindi l'aggettivo prende solo -e o -en. La declinazione forte si usa quando non c'è un articolo e l'aggettivo stesso deve segnalare il caso; le desinenze assomigliano allora a quelle dell'articolo determinativo (kalter Kaffee, gutes Bier, frische Milch). Dopo l'articolo indeterminativo (declinazione mista) lo schema è una via di mezzo tra le due.

  • der gute Wein, den guten Wein, dem guten Wein — il buon vino (N, A, D) – debole
    Dopo l'articolo determinativo: -e / -en.
  • guter Wein, guten Wein, gutem Wein — buon vino (N, A, D) – forte
    Senza articolo: è l'aggettivo a portare la marca di caso.
  • ein guter Wein, einen guten Wein, einem guten Wein — un buon vino (N, A, D) – mista
    Dopo ein/kein/mein: mix di debole e forte.