Giapponese — Grammatica essenziale

Sistemi di scrittura e pronuncia

Il giapponese si scrive con tre sistemi misti tra loro. Hiragana (ひらがな) — 46 caratteri base, ciascuno una sillaba. Si usa per le parole grammaticali, le desinenze verbali e tutte le parole native prive di kanji. Imparalo per primo. Katakana (カタカナ) — le stesse 46 sillabe dell'hiragana, ma con forma diversa. Si usa per i prestiti stranieri (コーヒー = caffè), i nomi propri, l'enfasi e le onomatopee. Kanji (漢字) — caratteri ideografici presi in prestito dal cinese. Ogni kanji ha un significato e (di solito) varie letture. Si trovano soprattutto nei sostantivi, nelle radici verbali e nelle radici aggettivali. Furigana — quando un testo mostra piccoli hiragana sopra i kanji, quelli sono i furigana: il promemoria della pronuncia per chi sta imparando. Le cinque vocali si pronunciano sempre allo stesso modo: · a come in pane · i come in vino · u come in uno (labbra non arrotondate) · e come in pesce · o come in sole Tutte le sillabe terminano con una di queste vocali (oppure con n). L'accento è quasi piatto: il giapponese usa il tono, non l'accento di intensità, quindi le parole si pronunciano con un ritmo abbastanza regolare.

  • おはようございます — o-ha-yō-go-zai-mas (hiragana)
    Buongiorno.
  • コーヒー — kō-hī (katakana — prestito)
    Caffè.
  • 日本語 — ni-hon-go (kanji = Giappone-lingua)
    Giapponese (la lingua).

Abbreviazioni usate in questa guida

Ogni esempio qui sotto si compone di tre parti: il testo originale, una glossa letterale che spiega il ruolo di ogni parola e una traduzione naturale. Le glosse usano alcune sigle per restare brevi. Non preoccuparti di impararle a memoria: questo è un riferimento a cui puoi tornare quando vuoi. Persona e numero · 1sg / 2sg / 3sg — prima / seconda / terza persona singolare (io, tu, lui/lei/esso) · 1pl / 2pl / 3pl — prima / seconda / terza persona plurale (noi, voi, loro) Genere e caso · m / f / n — maschile / femminile / neutro · sg / pl — singolare / plurale · m.sg — combinato: maschile singolare (analogamente f.pl, n.sg, ecc.) · NOM / ACC / GEN / DAT / INS / LOC — casi grammaticali (nominativo/accusativo/genitivo/dativo/strumentale/locativo) — il ruolo che la parola svolge nella frase Tempo e aspetto · PRES — presente · PRET — preterito (un evento passato concluso) · IMPF — imperfetto (una situazione passata in corso o abituale) · FUT — futuro · PERF — perfetto (azione compiuta con rilevanza nel presente) · PROG — progressivo (azione in corso, p. es. sto mangiando) · COND — condizionale (mangerei…) Modo · IND — indicativo (affermazione ordinaria) · SUBJ — congiuntivo (incertezza, desideri, dubbi) · IMP — imperativo (comandi) · INF — infinito (forma del dizionario: andare, mangiare) Altro · REFL — riflessivo (azione su sé stessi: me stesso, te stesso) · PERSa personale (solo spagnolo — segnala un oggetto diretto umano) · HON — onorifico (forma extra-cortese, frequente in giapponese/coreano) · TOP / SUB / OBJ — segnacaso di tema / soggetto / oggetto (giapponese, coreano) · CL — classificatore (cinese, giapponese, coreano — un numerale-contatore per i sostantivi) · NEG — negazione

Sistemi di scrittura: hiragana, katakana, kanji

Il giapponese si scrive con tre sistemi usati insieme all'interno della stessa frase. L'hiragana è un sillabario fonetico di 46 caratteri base, utilizzato per le parole giapponesi native e per gli elementi grammaticali come particelle, desinenze verbali e parole funzionali. Il katakana è un secondo sillabario con lo stesso inventario di 46 sillabe; è riservato ai prestiti stranieri, alle onomatopee, ai termini scientifici e all'enfasi. Hiragana e katakana sono l'equivalente più vicino a un alfabeto: sono puramente fonetici e ogni suono in uno ha un corrispondente nell'altro. I kanji sono caratteri logografici di origine cinese usati per le parole di contenuto: sostantivi, radici verbali e radici aggettivali. Ogni kanji ha tipicamente più letture, scelte in base al contesto.

  • あ い う え お — hiragana
    le vocali a i u e o
  • ア イ ウ エ オ — katakana
    le vocali a i u e o
  • 山 (やま) — kanji + lettura in hiragana
    kanji «montagna» con lettura in hiragana

Ordine delle parole

Il giapponese è una lingua SOV: il verbo si trova alla fine della proposizione. Lo schema base è Soggetto + Oggetto + Verbo, ma poiché i ruoli grammaticali sono segnalati dalle particelle, l'ordine degli elementi non verbali è flessibile. I modificatori (aggettivi, frasi relative, possessivi) precedono sempre ciò che modificano. Il soggetto si omette liberamente quando è chiaro dal contesto, e lo stesso vale per i pronomi. Ciò che conta è che il verbo (o la copula) chiuda la frase e che ogni sintagma nominale porti la particella corretta per indicarne la funzione. Per questo motivo, ascoltare il verbo finale è fondamentale per capire chi ha fatto cosa.

  • 私はりんごを食べます。 — io-TEMA mela-OGG mangiare-CORTESE
    Mangio una mela.
  • 田中さんは図書館で本を読みます。 — Tanaka-TEMA biblioteca-LOC libro-OGG leggere
    Tanaka legge un libro in biblioteca.
  • 食べます。 — mangiare-CORTESE (soggetto omesso)
    (Io/noi) mangiamo.

Niente articoli, niente plurali

Il giapponese non ha articoli (un/lo/il) né una marca obbligatoria del plurale. Un sostantivo nudo come 本 (hon) può significare «libro», «un libro», «il libro», «libri» o «i libri» a seconda del contesto. Il numero, quando è rilevante, si esprime con numerali e un classificatore (p. es. 本を三冊 «tre libri»), con quantificatori come たくさん «molti» o 少し «pochi», oppure si deduce dal solo contesto. Esiste il suffisso -たち (p. es. 学生たち «studenti»), ma è limitato a esseri umani e ad alcuni animati e non è un vero plurale: suggerisce un gruppo, non «più di uno». La determinatezza va dedotta dal contesto.

  • 猫がいます。 — gatto-SOGG esiste
    C'è un gatto / Ci sono dei gatti.
  • 本を三冊買いました。 — libro-OGG 3-classif. comprato
    Ho comprato tre libri.
  • 学生たちが来ました。 — studente-PL-SOGG venuto
    Gli studenti sono arrivati.

Particelle

Le particelle sono brevi posposizioni che segnano il ruolo della parola che le precede. Quelle fondamentali: は (wa) segna il tema («quanto a X»); が (ga) segna il soggetto grammaticale, spesso introducendo informazione nuova; を (o) segna l'oggetto diretto; に (ni) indica destinazione, luogo di esistenza, momento o oggetto indiretto; で (de) indica il mezzo/strumento o il luogo in cui avviene l'azione; の (no) collega due sostantivi come possessivo o modificatore; へ (e) indica direzione (spesso intercambiabile con に); と (to) significa «e» tra sostantivi oppure «con» (in compagnia); から (kara) «da» e まで (made) «fino a» delimitano un intervallo nello spazio o nel tempo.

  • 私は学校に行きます。 — io-TEMA scuola-a andare
    Vado a scuola.
  • ペンで手紙を書きます。 — penna-STR lettera-OGG scrivere
    Scrivo una lettera con una penna.
  • 九時から五時まで働きます。 — 9-da 5-fino-a lavorare
    Lavoro dalle nove alle cinque.

Pronomi

Il giapponese ha i pronomi, ma li usa con parsimonia. 私 (watashi) «io», あなた (anata) «tu», 彼 (kare) «lui», 彼女 (kanojo) «lei», 私たち (watashitachi) «noi». Nel parlato naturale i pronomi di soggetto e di oggetto si omettono di solito quando il contesto chiarisce il referente. Usare あなた per rivolgersi a qualcuno può suonare brusco o intimo; di norma si usa il nome dell'interlocutore seguito da さん. Anche per la prima persona la scelta varia in base al genere e alla formalità (僕 boku, 俺 ore per uomini nel parlato informale). Considera i pronomi come marcati, non come opzione di default: dove in italiano diresti «io» o «tu», in giapponese il più delle volte non si dice nulla.

  • (私は)学生です。 — (io-TEMA) studente-COP
    Sono uno studente.
  • 田中さんは先生ですか。 — Tanaka-TEMA insegnante-COP-Q
    (Tanaka) sei un insegnante?
  • 彼女は来ません。 — lei-TEMA venire-NEG
    Lei non viene.

Gruppi verbali

I verbi giapponesi si dividono in tre classi. Il gruppo 1 (五段, godan / «verbi in -u») termina in consonante + u: 書く kaku «scrivere», 飲む nomu «bere», 話す hanasu «parlare». La loro radice cambia nelle cinque righe vocaliche della tabella dei kana. Il gruppo 2 (一段, ichidan / «verbi in -ru») termina in -iru o -eru e si coniuga semplicemente togliendo る: 食べる taberu «mangiare», 見る miru «vedere». Il gruppo 3 è irregolare e contiene solo due membri: する suru «fare» e 来る kuru «venire». Riconoscere il gruppo è il prerequisito per la coniugazione, perché ogni gruppo ha la propria regola per formare la radice cortese, il negativo, la forma in -te e il passato.

  • 書く → 書きます — Gruppo 1: kaku → kakimasu
    scrivere → scrivere (cortese)
  • 食べる → 食べます — Gruppo 2: taberu → tabemasu
    mangiare → mangiare (cortese)
  • する → します / 来る → 来ます — Irregolari del gruppo 3
    fare → fare / venire → venire

Coniugazione verbale: forma del dizionario, cortese, negativa, passata

A partire dalla forma del dizionario, il presente cortese (-ます) si costruisce così. Gruppo 1: cambia la -u finale in -i e aggiungi -masu (nomu → nomimasu). Gruppo 2: togli -ru e aggiungi -masu (taberu → tabemasu). Irregolari: suru → shimasu, kuru → kimasu. Il negativo cortese sostituisce -masu con -masen (nomimasen «non bevo»). Il passato cortese sostituisce -masu con -mashita (nomimashita «ho bevuto»). Il passato negativo cortese è -masen deshita (nomimasen deshita «non ho bevuto»). Le forme piane (del dizionario) hanno un proprio negativo (-nai) e un proprio passato (-ta), usati nel parlato informale e all'interno di frasi complesse.

  • 飲みます / 飲みません — cortese affermativo / cortese negativo
    bere / non bere
  • 食べました / 食べませんでした — passato cortese / passato negativo cortese
    ho mangiato / non ho mangiato
  • 行く → 行かない — negativo piano del gruppo 1
    andare → non andare

Presente / non-passato

Il giapponese non distingue morfologicamente il presente dal futuro: un'unica forma, il non-passato, copre entrambi. 食べます (tabemasu) significa «mangio», «mangerò» o «sto per mangiare», a seconda del contesto e degli avverbi di tempo. Per descrivere un'azione attualmente in corso si usa la forma in -te seguita da いる: 食べています (tabete imasu) «sto mangiando». Il non-passato si usa anche per le azioni abituali (毎日 «ogni giorno…»), le verità generali e gli eventi futuri programmati. Con i verbi stativi come ある «esistere (inanimato)» e いる «esistere (animato)», il non-passato afferma semplicemente ciò che è vero ora.

  • 明日東京に行きます。 — domani Tokyo-a andare-NONPASS
    Domani andrò a Tokyo.
  • 毎朝コーヒーを飲みます。 — ogni-mattina caffè-OGG bere
    Ogni mattina bevo un caffè.
  • 今、本を読んでいます。 — ora libro-OGG leggere-TE esistere
    Adesso sto leggendo un libro.

Passato

Il passato cortese si forma sostituendo -ます con -ました: 行きます → 行きました «sono andato», 食べます → 食べました «ho mangiato». Il passato negativo cortese è -ませんでした: 行きませんでした «non sono andato». Il passato piano, usato nel parlato informale e nelle subordinate, è la forma in -た, costruita a partire dalla forma in -te scambiando il て/で finale con た/だ: 食べて → 食べた, 飲んで → 飲んだ. In giapponese le forme di passato fungono in molti contesti anche da forme di aspetto perfetto/compiuto, perciò 食べました può significare «mangiai», «ho mangiato» o «avevo mangiato» a seconda del contesto.

  • 昨日映画を見ました。 — ieri film-OGG visto
    Ieri ho visto un film.
  • 宿題をしませんでした。 — compiti-OGG fare-PASS-NEG
    Non ho fatto i compiti.
  • もう食べた。 — già mangiato-PIANO
    Ho già mangiato.

La forma in -te e i suoi usi

La forma in -te è la più versatile tra le forme non finite. Si costruisce per gruppo: i verbi del gruppo 2 sostituiscono semplicemente る con て (taberu → tabete). I verbi del gruppo 1 seguono schemi eufonici basati sulla sillaba finale: -く → いて (kaku → kaite), -ぐ → いで, -む/ぬ/ぶ → んで, -る/つ/う → って, -す → して. Irregolari: する → して, 来る → きて. Tra gli usi: collegare proposizioni («e poi»), formulare richieste cortesi con -て ください, esprimere l'aspetto progressivo con -ている, chiedere e concedere il permesso con -てもいい e vietare con -てはいけない. Senza la forma in -te non si può costruire la maggior parte delle costruzioni composte.

  • 朝起きて、コーヒーを飲みます。 — mattina svegliarsi-TE caffè-OGG bere
    La mattina mi sveglio e bevo un caffè.
  • ちょっと待ってください。 — un-po' aspettare-TE per-favore
    Aspetti un momento, per favore.
  • ここに座ってもいいですか。 — qui sedersi-TE-anche buono-Q
    Posso sedermi qui?

Aggettivi: aggettivi in -i e aggettivi in -na

Il giapponese ha due classi di aggettivi. Gli aggettivi in -i terminano in -い nella forma del dizionario (高い takai «caro», 寒い samui «freddo») e si coniugano da soli: negativo 高くない, passato 高かった, passato negativo 高くなかった, forma in -te 高くて. Non hanno bisogno di です per essere grammaticali, ma です si aggiunge per cortesia. Gli aggettivi in -na si comportano più come sostantivi (静か shizuka «tranquillo», 元気 genki «in forma»); si legano al sostantivo seguente tramite な (静かな部屋 «una stanza tranquilla») e prendono tempo e polarità dalla copula です: 静かです, 静かじゃない, 静かでした, 静かじゃなかった. Applicare le regole degli aggettivi in -i agli aggettivi in -na (e viceversa) è un errore comune.

  • この本は高いです。 — agg.-i affermativo
    Questo libro è caro.
  • 昨日は寒かったです。 — agg.-i passato
    Ieri faceva freddo.
  • 静かな部屋が好きです。 — agg.-na + na + sostantivo
    Mi piacciono le stanze tranquille.

La copula です

です (desu) è la copula cortese: equipara due sintagmi nominali (A は B です «A è B») oppure segue un aggettivo in -na. Le sue forme: non-passato affermativo です, non-passato negativo じゃありません / じゃないです (più colloquiale: じゃない), passato でした, passato negativo じゃありませんでした / じゃなかったです. La copula piana è だ (da), con negativo piano じゃない e passato piano だった. です può chiudere in modo morbido una frase dopo un aggettivo in -i (高いです), anche se grammaticalmente gli aggettivi in -i si flettono già per tempo e polarità: il です in quel caso non porta tempo — non dire mai *高いでした.

  • 彼は医者です。 — lui-TEMA medico-COP
    Lui è un medico.
  • 学生じゃありません。 — studente-COP-NEG
    Non sono uno studente.
  • 昨日は休みでした。 — ieri-TEMA giorno-libero-COP-PASS
    Ieri era giorno di riposo.

Particelle conclusive di frase: か, ね, よ

Le particelle conclusive di frase aggiungono sfumature senza modificare il contenuto proposizionale. か (ka) trasforma un'affermazione in una domanda; nel parlato cortese sostituisce il punto interrogativo italiano e l'intonazione ascendente: 学生ですか «Sei uno studente?». ね (ne) cerca consenso o conferma, come l'italiano «vero?» o «no?»; presuppone che l'interlocutore condivida il punto di vista di chi parla: いい天気ですね «Bel tempo, vero?». よ (yo) afferma un'informazione che chi parla ritiene nuova per l'interlocutore, o ne sottolinea l'importanza: その店は今日休みですよ «Quel negozio oggi è chiuso (sappilo)». Usare male よ può suonare invadente; usare male ね può suonare presuntuoso.

  • コーヒーが好きですか。 — caffè-SOGG piacere-COP-Q
    Ti piace il caffè?
  • 今日は暑いですね。 — oggi-TEMA caldo-COP-NE
    Oggi fa caldo, vero?
  • 電車はもう出ましたよ。 — treno-TEMA già partito-YO
    Il treno è già partito, sappilo.

Classificatori

Per contare le cose in giapponese bisogna usare un suffisso classificatore adatto al tipo di oggetto. La struttura è numerale + classificatore, posta dopo il sostantivo e la sua particella (本を三冊 «tre libri»). Classificatori comuni: 人 (nin) per le persone — con le forme irregolari 一人 hitori, 二人 futari; 個 (ko) per oggetti piccoli, tondeggianti o generici; 杯 (hai/bai/pai) per bicchieri o tazze di liquido, con alterazioni fonetiche (一杯 ippai, 三杯 sanbai); 本 (hon/bon/pon) per cose lunghe e cilindriche come bottiglie, penne, alberi (一本 ippon, 三本 sanbon). Esiste un set nativo di classificatori generici (一つ, 二つ, 三つ …) utilizzabile quando non si è certi di quale classificatore specifico applicare.

  • 学生が三人います。 — studente-SOGG 3-CL-persone esiste
    Ci sono tre studenti.
  • 水を一杯ください。 — acqua-OGG 1-CL-bicchiere per-favore
    Un bicchiere d'acqua, per favore.
  • ビールを二本飲みました。 — birra-OGG 2-CL-bottiglia bevuto
    Ho bevuto due bottiglie di birra.

Livelli di cortesia e onorifici

Il giapponese codifica grammaticalmente i rapporti sociali. I due registri più utili sono il piano (informale, con le forme del dizionario — usato tra amici, in famiglia e nello scritto) e il cortese (forme in -ます / です — l'opzione di default con sconosciuti, colleghi e in contesti pubblici). Oltre al cortese c'è il keigo onorifico, con due ulteriori sottosistemi: 尊敬語 sonkeigo, che innalza l'interlocutore o il soggetto (お読みになる, いらっしゃる), e 謙譲語 kenjōgo, che umilia chi parla (お読みする, 参る). Chi sta imparando dovrebbe padroneggiare prima le forme cortesi in -ます, poi aggiungere le forme piane per i rapporti quotidiani. Si usa il keigo completo nei contesti di servizio, lavoro e formali; usarlo con amici intimi suona freddo o sarcastico.

  • 食べる / 食べます / 召し上がる — piano / cortese / onorifico (sonkeigo)
    mangiare (tre livelli)
  • 行く / 行きます / 参ります — piano / cortese / umile (kenjōgo)
    andare (tre livelli)
  • 先生はもう帰られました。 — insegnante-TEMA già tornato-HON
    Il professore è già rientrato a casa.