svedese Grammatica essenziale

Abbreviazioni usate in questa guida

Ogni esempio qui sotto ha tre parti: il testo originale, una glossa letterale che descrive come funziona ciascuna parola e una traduzione naturale. Le glosse usano alcune etichette abbreviate per restare brevi. Non preoccuparti di memorizzarle: questa è una guida di consultazione a cui puoi sempre tornare.

Persona e numero · 1sg / 2sg / 3sg — prima / seconda / terza persona singolare (io, tu, lui/lei) · 1pl / 2pl / 3pl — prima / seconda / terza persona plurale (noi, voi, loro)

Genere e caso · m / f / n — maschile / femminile / neutro · sg / pl — singolare / plurale · m.sg — combinato: maschile singolare (e similmente f.pl, n.sg, ecc.) · NOM / ACC / GEN / DAT / INS / LOC — casi grammaticali (nominativo/accusativo/genitivo/dativo/strumentale/locativo) — quale ruolo svolge la parola nella frase

Tempo e aspetto · PRES — presente · PRET — preterito (un evento passato concluso) · IMPF — imperfetto (una situazione passata in corso o abituale) · FUT — futuro · PERF — perfetto (un'azione completata con rilevanza nel presente) · PROG — progressivo (azione in corso, p. es. sto mangiando) · COND — condizionale (-rei…)

Modo · IND — indicativo (affermazione ordinaria) · SUBJ — congiuntivo (incertezza, desideri, dubbi) · IMP — imperativo (comandi) · INF — infinito (forma da dizionario: andare, mangiare)

Altro · REFL — riflessivo (azione su sé stessi: mi, ti) · PERSa personale (solo spagnolo — segnala un complemento oggetto umano) · HON — onorifico (forma particolarmente cortese, comune in giapponese/coreano) · TOP / SUB / OBJ — marcatori di tema / soggetto / oggetto (giapponese, coreano) · CL — classificatore (cinese, giapponese, coreano — una parola contatore per i sostantivi) · NEG — negazione

Ordine delle parole: V2 nella principale, verbo tardivo nella subordinata

Lo svedese è una lingua V2: in una proposizione principale il verbo finito deve occupare la seconda posizione, qualunque cosa lo preceda. Se il soggetto apre la frase, si ottiene il semplice ordine soggetto–verbo–oggetto. Se si antepone un'espressione di tempo, un oggetto o un avverbio, il soggetto salta subito dopo il verbo (inversione) affinché il verbo resti in seconda posizione. Nelle proposizioni subordinate (introdotte da 'att' che, 'eftersom' perché, 'om' se, 'när' quando), l'ordine è soggetto–avverbio–verbo: ogni avverbio di frase come 'inte' (non) precede il verbo finito. Gli studenti lo ricordano con la regola BIFF: in una Bisats (subordinata), Inte viene Före (prima) del Finita verbet.

  • Jag dricker kaffe på morgonen. — Io bevo caffè al mattino.
    Bevo caffè al mattino.
  • På morgonen dricker jag kaffe. — Al mattino bevo io caffè.
    Al mattino bevo caffè. (inversione: il verbo resta in 2ª posizione)
  • Jag stannar hemma eftersom jag inte mår bra. — Io resto a-casa perché io non mi-sento bene.
    Resto a casa perché non mi sento bene. (subordinata: 'inte' prima del verbo)

Genere e articoli: en / ett

I sostantivi svedesi appartengono a uno di due generi: le parole en (genere comune, l'«utrum», circa il 75% dei sostantivi) e le parole ett (neutro, il «neutrum»). Il genere è per lo più imprevedibile, quindi impara ogni sostantivo insieme al suo articolo: 'en bil' (un'auto), 'ett hus' (una casa). L'articolo indeterminativo è la parola libera en/ett, esattamente come l'italiano un/uno/una. L'articolo determinativo («il/la»), invece, è un suffisso attaccato alla fine del sostantivo, non una parola separata: bil → bilen (l'auto), hus → huset (la casa). Quando il sostantivo termina già in vocale si aggiunge solo -n o -t: flicka → flickan (la bambina), äpple → äpplet (la mela).

  • en bil — bilen — un'auto — l'auto
    un'auto — l'auto (parola en: suffisso determinativo -en)
  • ett hus — huset — una casa — la casa
    una casa — la casa (parola ett: suffisso determinativo -et)
  • Jag har en katt. Katten är svart. — Io ho un gatto. Gatto-il è nero.
    Ho un gatto. Il gatto è nero.

Pronomi: soggetto, oggetto, possessivo

I pronomi soggetto e oggetto sono parole diverse: jag/mig (io/mi), du/dig (tu/ti), han/honom (lui/lo), hon/henne (lei/la), vi/oss (noi/ci), ni/er (voi/vi), de/dem (loro/li). I pronomi non personali 'den' (per le parole en) e 'det' (per le parole ett) significano «esso» e restano uguali come soggetto e oggetto. Nel parlato 'de' e 'dem' si pronunciano entrambi 'dom', e molti scrivono 'dom' in modo informale. I possessivi concordano con il genere e il numero della cosa posseduta: min/mitt/mina (mio), din/ditt/dina (tuo), vår/vårt/våra (nostro), er/ert/era (vostro); ma hans (suo, di lui), hennes (suo, di lei), dess (suo, neutro) e deras (loro) non cambiano mai. Un possessivo riflessivo speciale — sin/sitt/sina — si usa quando il possessore è il soggetto della stessa proposizione: 'Han älskar sin fru' = lui ama sua (propria) moglie.

  • Jag ser dig. — Io vedo ti.
    Ti vedo.
  • Det är min bok, inte din. — È è mio libro, non tuo.
    È il mio libro, non il tuo. (min concorda con la parola en 'bok')
  • Han tar med sin hund. — Lui porta con REFL.POSS cane.
    Porta il suo (proprio) cane. ('sin' = quello del soggetto stesso; 'hans hund' sarebbe quello di un altro)

Coniugazione verbale: una forma per ogni persona

Ecco la notizia migliore della grammatica svedese: i verbi non cambiano per persona o numero. 'Jag är', 'du är', 'han är', 'vi är', 'de är' — il verbo è identico per io, tu, lui, noi e loro. Perciò impari soltanto una forma di presente, una di passato e un supino (la forma in -t usata dopo 'har') per verbo. I verbi regolari si dividono in quattro gruppi a seconda di come formano il passato, e i verbi «forti» irregolari (gruppo 4) cambiano la vocale della radice invece di aggiungere una desinenza. Confronta il molto irregolare 'vara' (essere): är (presente) / var (passato) / varit (supino).

  • Jag är trött. Vi är trötta. — Io sono stanco. Noi siamo stanchi.
    Sono stanco. Siamo stanchi. (il verbo 'är' è lo stesso per entrambi)
  • Hon talar svenska. De talar svenska. — Lei parla svedese. Loro parlano svedese.
    Lei parla svedese. Loro parlano svedese. ('talar' non cambia mai per persona)
  • Du har en hund och jag har en katt. — Tu hai un cane e io ho un gatto.
    Tu hai un cane e io ho un gatto. ('har' è identico per entrambi i soggetti)

Presente

Il presente si forma aggiungendo -r o -er alla radice, e copre sia «lavoro» sia «sto lavorando» — lo svedese non ha una forma continua separata. I verbi del gruppo 1 aggiungono -ar (jobba → jobbar), il gruppo 2 aggiunge -er (ringa → ringer), il gruppo 3 aggiunge solo -r (bo → bor), e il gruppo 4 (forte) aggiunge -er senza cambio di vocale al presente (skriva → skriver). Alcuni verbi comuni sono irregolari al presente: vara → är, ha → har, göra → gör, veta → vet, e i modali vill, ska, kan, måste, får, bör.

  • Jag jobbar i Stockholm. — Io lavoro a Stoccolma.
    Lavoro a Stoccolma. (gruppo 1: jobba → jobbar)
  • Hon bor i ett gammalt hus. — Lei abita in una vecchia casa.
    Abita in una vecchia casa. (gruppo 3: bo → bor)
  • Vad gör du nu? — Cosa fai tu ora?
    Cosa stai facendo ora? (nessuna forma continua separata; 'göra → gör' è irregolare)

Passato: preteritum e perfekt

Lo svedese ha due tempi passati di uso quotidiano. Il preteritum (passato semplice) esprime un evento concluso, spesso con una parola di tempo: «ho lavorato ieri». Il perfekt (har + supino) collega il passato al presente o lascia il momento vago: «ho lavorato». Il supino è la forma speciale in -t usata solo dopo har/hade e non cambia mai. Desinenze per gruppo: gruppo 1 preteritum -ade / supino -at (jobbade / jobbat); gruppo 2 -de o -te / supino -t (ringde/ringt, läste/läst); gruppo 3 -dde / -tt (bodde/bott); i verbi forti del gruppo 4 cambiano la vocale e prendono il supino -it (skrev/skrivit, drack/druckit). Il pluskvamperfekt 'hade + supino' (avevo lavorato) è il passato del passato.

  • Jag jobbade hela dagen igår. — Io lavorai tutto giorno-il ieri.
    Ho lavorato tutto il giorno ieri. (preteritum: un evento passato concluso)
  • Jag har bott i Sverige i tre år. — Io ho abitato in Svezia per tre anni.
    Ho abitato in Svezia per tre anni. (perfekt: ancora rilevante ora)
  • Hon hade redan gått när jag kom. — Lei aveva già andato quando io venni.
    Se n'era già andata quando sono arrivato. (pluskvamperfekt: hade + supino)

Futuro: ska, kommer att e il presente

Lo svedese non ha una forma verbale di futuro. Per parlare del futuro si usa una di tre strategie. 'ska' + infinito esprime intenzione o decisione («ho intenzione di / farò»). 'kommer att' + infinito esprime una previsione o qualcosa che semplicemente accadrà, spesso fuori dal controllo di chiunque («pioverà»). E il presente semplice va bene per eventi programmati o quasi certi, di solito con una parola di tempo («il treno parte alle tre»). Nota che 'ska' regge un infinito nudo, ma 'kommer' ha bisogno del marcatore 'att'.

  • Jag ska resa till Spanien i sommar. — Io devo viaggiare verso Spagna in estate.
    Andrò in Spagna quest'estate. (intenzione)
  • Det kommer att regna i morgon. — Esso viene a piovere domani.
    Domani pioverà. (previsione; nota 'att')
  • Tåget går klockan tre. — Treno-il va ora tre.
    Il treno parte alle tre. (presente per un evento programmato)

Negazione: inte e la sua collocazione

La negazione è la singola parola 'inte' (non); non esiste alcun equivalente del «do» inglese. La parte difficile è dove va. In una principale 'inte' segue il verbo finito: 'Jag dricker inte kaffe'. Dopo l'inversione segue comunque il verbo: 'På morgonen dricker jag inte kaffe'. Ma in una subordinata 'inte' passa davanti al verbo finito (la regola BIFF): 'att jag inte dricker kaffe'. Per negare «qualche/alcun», si usa 'ingen / inget / inga' (nessun, niente), che concordano come gli aggettivi: 'ingen bil', 'inget hus', 'inga böcker'.

  • Jag förstår inte. — Io capisco non.
    Non capisco. (principale: 'inte' dopo il verbo)
  • Hon säger att hon inte kommer. — Lei dice che lei non viene.
    Dice che non viene. (subordinata: 'inte' prima del verbo)
  • Vi har ingen mjölk hemma. — Noi abbiamo nessun latte a-casa.
    Non abbiamo latte in casa. ('ingen' concorda con la parola en 'mjölk')

Domande: inversione e parole interrogative

Una domanda sì/no si forma unicamente per inversione: metti per primo il verbo finito, poi il soggetto, senza parola ausiliaria: 'Dricker du kaffe?' (Bevi caffè?). Una domanda con interrogativo si apre con una parola interrogativa (frågeord) seguita dalla stessa inversione verbo-poi-soggetto: vad (cosa), vem (chi), var (dove), vart (dove, verso dove), när (quando), hur (come), varför (perché), e il concordante 'vilken / vilket / vilka' (quale). Poiché lo svedese non ha il «do», il «do/does» inglese semplicemente scompare.

  • Talar du engelska? — Parli tu inglese?
    Parli inglese? (inversione, nessun verbo ausiliario)
  • Var bor du? — Dove abiti tu?
    Dove abiti?
  • Vilken bok läser du? — Quale libro leggi tu?
    Quale libro stai leggendo? ('vilken' concorda con la parola en 'bok')

Plurale dei sostantivi: le cinque declinazioni

I sostantivi svedesi formano il plurale con una di cinque desinenze, e la desinenza è vagamente legata al genere. Le cinque declinazioni sono: -or (la maggior parte delle parole en che finiscono in -a: flicka → flickor), -ar (molte parole en: bil → bilar), -er (molte parole en, spesso prestiti: park → parker), -n (parole ett che finiscono in vocale: äpple → äpplen), e -∅ nessuna desinenza (la maggior parte delle parole ett che finiscono in consonante: hus → hus, ett hus / flera hus). Il plurale determinativo («le auto») aggiunge -na alle parole en (bilarna) e -en/-a alle parole ett (husen, äpplena).

  • en flicka → tre flickor — una bambina → tre bambine
    una bambina → tre bambine (declinazione 1: -or)
  • en bil → många bilar → bilarna — un'auto → molte auto → auto-le
    un'auto → molte auto → le auto (declinazione 2: -ar, determinativo -arna)
  • ett hus → flera hus → husen — una casa → diverse case → case-le
    una casa → diverse case → le case (declinazione 5: nessuna desinenza di plurale)

Accordo dell'aggettivo e doppia determinatezza

Gli aggettivi concordano con il sostantivo in genere e numero. Nella forma indeterminata ci sono tre forme: la forma nuda con le parole en (en stor bil), l'aggiunta di -t con le parole ett (ett stort hus), l'aggiunta di -a al plurale (stora bilar). Nella determinata, lo svedese usa la «doppia determinatezza»: poni l'articolo libero den/det/de davanti, metti l'aggettivo nella sua forma -a e mantieni il suffisso determinativo sul sostantivo: 'den stora bilen', 'det stora huset', 'de stora bilarna'. Così la determinatezza è marcata due volte — una da den/det/de e una dalla desinenza del sostantivo.

  • en stor bil — ett stort hus — stora bilar — una grande auto — una grande casa — grandi auto
    una grande auto — una grande casa — grandi auto (indeterminato: -∅ / -t / -a)
  • den stora bilen — la grande auto-l'
    la grande auto (determinato: den + aggettivo-a + sostantivo-determinato — marcato due volte)
  • Jag köpte ett rött äpple och de gröna äpplena. — Io comprai una rossa mela e le verdi mele-le.
    Ho comprato una mela rossa e le mele verdi. (rött concorda con la parola ett; de gröna äpplena è plurale determinato)

Il genitivo: -s, senza apostrofo

Il possesso si indica aggiungendo -s direttamente al possessore, senza apostrofo (a differenza dell'inglese): 'Annas bok' (il libro di Anna), 'Sveriges huvudstad' (la capitale della Svezia), 'barnens leksaker' (i giocattoli dei bambini). La cosa posseduta prende la sua forma nuda, indeterminata, anche se l'intera espressione è determinata: 'min systers bil' = l'auto di mia sorella (non 'bilen'). Se il nome del possessore termina già in -s, -x o -z, non si aggiunge nulla e solo il contesto (o, per iscritto, talvolta un apostrofo) segnala il genitivo: 'Lars bok' (il libro di Lars).

  • Annas bok ligger på bordet. — Anna's libro giace su tavolo-il.
    Il libro di Anna è sul tavolo. (genitivo -s, senza apostrofo)
  • Vad är Sveriges huvudstad? — Cosa è Svezia's capitale?
    Qual è la capitale della Svezia?
  • Det är min brors hus. — È è mio fratello's casa.
    È la casa di mio fratello. (il sostantivo posseduto resta indeterminato: 'hus', non 'huset')

Verbi con particella e verbi riflessivi

Molti verbi svedesi si combinano con una piccola particella accentata che ne cambia il significato, un po' come l'inglese «turn off» o «give up»: 'tycka om' (piacere), 'stänga av' (spegnere), 'känna igen' (riconoscere), 'gå sönder' (rompersi). A differenza del tedesco, la particella non è saldata all'inizio — resta una parola separata subito dopo il verbo e porta l'accento principale. I verbi riflessivi usano il pronome oggetto per sé stessi: mig, dig, sig, oss, er, sig — nota lo speciale 'sig' di terza persona per han/hon/den/det/de. Esempi comuni: 'tvätta sig' (lavarsi), 'känna sig' (sentirsi), 'gifta sig' (sposarsi), 'sätta sig' (sedersi).

  • Jag tycker om dig. — Io piaccio PRT te.
    Mi piaci. (verbo con particella 'tycka om'; l'accento cade su 'om')
  • Kan du stänga av lampan? — Puoi tu spegnere PRT lampada-la?
    Puoi spegnere la lampada? (la particella 'av' resta separata dopo il verbo)
  • Han känner sig trött. — Lui sente REFL stanco.
    Si sente stanco. (riflessivo 'känna sig', 'sig' di terza persona)

PRESENTE: i quattro gruppi di coniugazione

Ogni verbo svedese regolare appartiene a uno di quattro gruppi, e il gruppo determina anche tutte le altre forme. Poiché il verbo non cambia mai per persona, basta una riga per gruppo. Parti dall'infinito (la forma dopo 'att') e forma il presente:

GruppoInfinitoPresentePreteritumSupino
1 (-ar)att tala (parlare)talartaladetalat
2a (-er, sonoro)att ringa (chiamare)ringerringderingt
2b (-er, sordo)att läsa (leggere)läserlästeläst
3 (-r)att bo (abitare)borboddebott
4 (forte)att skriva (scrivere)skriverskrevskrivit

Il gruppo 1 è di gran lunga il più ampio e quello predefinito per i verbi nuovi (jobba, prata, titta, fråga). Il gruppo 2 si divide a seconda che la radice termini in consonante sonora o sorda, il che decide -de contro -te al passato. I verbi del gruppo 3 sono brevi e finiscono in vocale accentata (bo, tro, sy, by). Il gruppo 4 raccoglie i verbi «forti» irregolari che cambiano la vocale della radice al passato (skriva → skrev, dricka → drack, springa → sprang). Ricorda: il presente è lo stesso per jag, du, han, hon, vi, ni e de.

  • Jag talar tre språk. — Io parlo tre lingue.
    Parlo tre lingue. (gruppo 1: tala → talar)
  • Hon ringer sin mamma varje dag. — Lei chiama sua mamma ogni giorno.
    Chiama sua mamma tutti i giorni. (gruppo 2a: ringa → ringer)
  • Vi bor i Göteborg. — Noi abitiamo a Göteborg.
    Abitiamo a Göteborg. (gruppo 3: bo → bor)
  • Han skriver ett brev. — Lui scrive una lettera.
    Sta scrivendo una lettera. (gruppo 4 forte: skriva → skriver)
  • De läser tidningen på morgonen. — Loro leggono giornale-il al mattino.
    Leggono il giornale al mattino. (gruppo 2b: läsa → läser)

VILJA + infinito (volere)

Per dire che vuoi fare qualcosa, usa il verbo modale 'vilja' (volere) seguito da un infinito nudo — senza 'att' in mezzo. 'Vilja' è irregolare: il suo presente è 'vill' (uguale per ogni persona), il suo passato è 'ville', e il suo supino è 'velat'. Attenzione: 'vill' significa «volere», non l'inglese «will» (il futuro) — un classico falso amico per chi parla inglese. Per volere una cosa (un sostantivo) invece di un'azione, usa 'vill ha' (letteralmente «voler avere»): 'Jag vill ha en kaffe' = vorrei un caffè.

FormaSvedeseItaliano
Infinitoatt viljavolere
Presentevillvuole/vuoi
Preteritumvillevolle/voleva
Supinovelatvoluto

Nota l'infinito nudo dopo vill: 'Jag vill resa' (voglio viaggiare), mai 'Jag vill att resa'.

  • Jag vill lära mig svenska. — Io voglio imparare REFL svedese.
    Voglio imparare lo svedese. (vill + infinito nudo; riflessivo 'lära sig')
  • Vill du dansa? — Vuoi tu ballare?
    Vuoi ballare? (inversione per la domanda)
  • Jag vill ha en kopp kaffe, tack. — Io voglio avere una tazza caffè, grazie.
    Vorrei una tazza di caffè, grazie. ('vill ha' per volere una cosa)
  • Hon ville inte komma. — Lei voleva non venire.
    Non voleva venire. (passato 'ville'; 'inte' dopo il verbo)
  • Vi har alltid velat resa till Japan. — Noi abbiamo sempre voluto viaggiare verso Giappone.
    Abbiamo sempre voluto viaggiare in Giappone. (supino 'velat' dopo 'har')

KOMMER ATT + infinito (stare per)

Per prevedere che qualcosa sta per accadere — una previsione, un'aspettativa, un esito che nessuno sceglie — lo svedese usa 'kommer att' + infinito. A differenza degli altri modali, questa costruzione mantiene il marcatore d'infinito 'att'. Contrasta con 'ska', che esprime una decisione o un'intenzione; 'kommer att' è più neutro e predittivo. Nel parlato quotidiano l'«att» viene spesso inghiottito e si sente appena, ma per iscritto va mantenuto.

CostruzioneUsoEsempio
ska + infinitointenzione, pianoJag ska träna i morgon.
kommer att + infinitoprevisione, pronosticoDet kommer att bli kallt.
presente + parola di tempofatto programmatoBussen går kl. 8.

Il verbo finito qui è 'kommer' (presente di 'komma'), che non cambia mai per persona.

  • Det kommer att bli en fin dag. — Esso viene a diventare una bella giornata.
    Sarà una bella giornata. (previsione; nota 'att')
  • Du kommer att klara provet. — Tu vieni a superare esame-l'.
    Supererai l'esame. (pronostico sicuro)
  • Jag tror att det kommer att regna. — Io credo che esso viene a piovere.
    Credo che pioverà. (all'interno di una subordinata)
  • Vi kommer att flytta nästa år. — Noi veniamo a traslocare prossimo anno.
    Traslocheremo l'anno prossimo.
  • De kommer inte att hinna. — Loro vengono non a farcela.
    Non ce la faranno in tempo. ('inte' tra 'kommer' e 'att')

HAR + supino (perfekt)

Il perfekt (passato prossimo) si forma con l'ausiliare al presente 'har' più il supino — la forma speciale in -t del verbo che si usa solo con har/hade e non concorda con nulla. Descrive un'azione passata con rilevanza nel presente, o un evento passato senza un momento indicato. Sostituisci 'har' con 'hade' per ottenere il pluskvamperfekt («avevo fatto»).

GruppoInfinitoSupinoPerfekt
1talatalathar talat
2ringa / läsaringt / lästhar ringt / har läst
3bobotthar bott
4 (forte)skriva / drickaskrivit / druckithar skrivit / har druckit

Supini forti chiave da memorizzare: vara → varit, ha → haft, göra → gjort, gå → gått, få → fått, se → sett, ta → tagit, komma → kommit, säga → sagt. Il supino è invariabile: 'jag har skrivit', 'vi har skrivit', 'breven har skrivits' — la stessa forma in -it.

  • Jag har redan ätit. — Io ho già mangiato.
    Ho già mangiato. (supino 'ätit' del verbo forte 'äta')
  • Har du sett min telefon? — Hai tu visto mio telefono?
    Hai visto il mio telefono? (supino 'sett'; inversione per la domanda)
  • Vi har bott här i tio år. — Noi abbiamo abitato qui per dieci anni.
    Viviamo qui da dieci anni. (supino del gruppo 3 'bott')
  • Hon har gjort sina läxor. — Lei ha fatto i-suoi compiti.
    Ha fatto i compiti. (supino irregolare 'gjort')
  • Tåget hade redan gått. — Treno-il aveva già andato.
    Il treno era già partito. (pluskvamperfekt: hade + supino 'gått')

SKULLE VILJA + infinito (vorrei)

Per un desiderio cortese o ipotetico — «vorrei…» — lo svedese impila due modali: 'skulle vilja' + un infinito nudo. 'Skulle' è la forma di passato di 'ska' e funziona come il condizionale italiano «-rei»; seguito da 'vilja' addolcisce «volere» in «vorrei». Aggiungi 'gärna' (volentieri) per maggiore calore: 'Jag skulle gärna vilja…'. Per desiderare una cosa, termina con 'ha': 'Jag skulle vilja ha…' = vorrei (avere)…

EspressioneRegistroSignificato
Jag vill ha…neutro / direttoVoglio…
Jag skulle vilja ha…corteseVorrei…
Jag skulle gärna vilja ha…molto corteseMi piacerebbe davvero…

'Skulle' da solo + infinito forma anche il condizionale semplice: 'Jag skulle resa om jag hade pengar' = viaggerei se avessi soldi.

  • Jag skulle vilja boka ett bord. — Io vorrei volere prenotare un tavolo.
    Vorrei prenotare un tavolo. (skulle vilja + infinito nudo)
  • Jag skulle vilja ha en kopp te. — Io vorrei volere avere una tazza tè.
    Vorrei una tazza di tè. (desiderare una cosa: + 'ha')
  • Vi skulle gärna vilja träffa dig. — Noi vorremmo volentieri volere incontrare te.
    Ci piacerebbe davvero incontrarti. ('gärna' aggiunge calore)
  • Skulle du vilja dansa? — Vorresti tu volere ballare?
    Ti piacerebbe ballare? (invito cortese, inversione)
  • Jag skulle resa om jag hade tid. — Io viaggerei se io avessi tempo.
    Viaggerei se avessi tempo. ('skulle' da solo = condizionale)

Progressivo: hålla på att e verbo + och + verbo

Lo svedese non ha una forma in -ing, quindi il presente copre già «sto lavorando». Quando vuoi davvero sottolineare che un'azione è in corso, ci sono due costruzioni idiomatiche. 'hålla på att' + infinito significa «essere nel bel mezzo di fare»: 'Jag håller på att laga mat' = sto (proprio) cucinando. Un'alternativa molto comune nel parlato abbina un verbo di postura (sitta, stå, ligga) a 'och' + un secondo verbo allo stesso tempo: 'Han sitter och läser' = (seduto) sta leggendo. Entrambe le forme aggiungono semplicemente un senso di attività in corso al presente o passato semplice.

  • Jag håller på att laga mat. — Io tengo su a cucinare cibo.
    Sto (proprio in questo momento) cucinando. (hålla på att + infinito)
  • Vänta, jag håller på att klä på mig. — Aspetta, io tengo su a vestire PRT REFL.
    Aspetta, mi sto vestendo. (azione chiaramente in corso)
  • Han sitter och läser en bok. — Lui siede e legge un libro.
    Sta leggendo un libro. (verbo di postura + och + verbo)
  • Barnen ligger och sover. — Bambini-i giacciono e dormono.
    I bambini stanno dormendo. (entrambi i verbi al presente)
  • Vi stod och väntade på bussen. — Noi stavamo-in-piedi e aspettavamo su autobus-l'.
    Stavamo aspettando l'autobus. (lo schema funziona anche al passato)

KUNNA + infinito (potere, saper fare)

'Kunna' è il modale di capacità e possibilità — il «potere» / «essere in grado di» dell'italiano — e come ogni modale è seguito da un infinito nudo (senza 'att'). Il suo presente è l'irregolare 'kan' (identico per tutte le persone), il passato è 'kunde', e il supino 'kunnat'. 'Kunna' copre anche il «saper» fare un'abilità o una lingua: 'Jag kan svenska' (so lo svedese), dove può perfino reggersi senza un verbo che segua.

FormaSvedeseItaliano
Infinitoatt kunnapotere
Presentekanpuò/puoi
Preteritumkundepoteva/poté
Supinokunnatpotuto

Gli altri modali fondamentali si comportano allo stesso modo (infinito nudo): måste (dovere), får (potere / avere il permesso), bör (dovrebbe), ska (dovere / stare per), vill (volere).

  • Kan du hjälpa mig? — Puoi tu aiutare me?
    Puoi aiutarmi? (kan + infinito nudo; inversione)
  • Jag kan inte komma i kväll. — Io posso non venire stasera.
    Non posso venire stasera. ('inte' subito dopo il modale)
  • Hon kan tala fyra språk. — Lei può parlare quattro lingue.
    Può parlare quattro lingue.
  • Jag kan svenska. — Io so svedese.
    So lo svedese. ('kunna' = saper fare un'abilità/lingua, senza verbo che segue)
  • Vi kunde inte hitta huset. — Noi potevamo non trovare casa-la.
    Non riuscivamo a trovare la casa. (passato 'kunde')

Panoramica dei verbi modali (infinito nudo)

I verbi modali svedesi condividono due tratti: sono irregolari al presente (una forma per tutte le persone) e prendono un infinito nudo senza 'att'. Impara le forme del presente — sono quelle che usi di continuo:

Modale (infinito)PresenteSignificatoEsempio
kunnakanpotere, essere in grado diJag kan simma.
viljavillvolereJag vill sova.
skolaskadovere, stare per (intenzione)Jag ska gå nu.
måstemåstedovere, essere obbligato aJag måste jobba.
fårpotere, avere il permesso diFår jag fråga?
börabördovrebbeDu bör vila.

'måste' è uguale al presente e all'infinito. La negazione inserisce semplicemente 'inte' dopo il modale: 'Du får inte röka här' (non puoi fumare qui). Attenzione ai falsi amici: 'vill' = volere (non l'inglese «will»), e 'får' = potere/ricevere (non lo svedese «far», padre).

  • Jag måste gå nu. — Io devo andare ora.
    Devo andare adesso. (måste + infinito nudo)
  • Får jag sitta här? — Posso io sedere qui?
    Posso sedermi qui? (får = avere il permesso; inversione)
  • Du bör dricka mer vatten. — Tu dovresti bere più acqua.
    Dovresti bere più acqua. (bör = dovrebbe)
  • Vi får inte glömma biljetterna. — Noi possiamo non dimenticare biglietti-i.
    Non dobbiamo dimenticare i biglietti. ('inte' dopo il modale)
  • Ska vi gå på bio? — Stiamo-per noi andare al cinema?
    Andiamo al cinema? (ska = suggerimento/intenzione)